Archivi tag: Era Monti

bar

A Marco,
grande amico e
barista vecchio stampo

Non che ci sia nato al “bar“, ma insomma … il “luogo” è conosciuto.
La mia frequentazione è nata fin da ragazzino per il “bif” ed il flipper (solo poi per birra e caffè) quando la Cooperativa, il mio bar di allora, non era solo il luogo deputato all’incontro, ma risultava anche elemento distintivo per le nostre prime partite di calcio: «noi siamo la Piazza, quelli della Cooperativa»
Luogo e bar, così per il referto di campo siamo a posto.

La Cooperativa (uno dei tanti bar sport in giro per l’Italia) è stato il primo contatto vero e proprio con la società. Di quell’universo in tanti hanno scritto e ben meglio me, ciò nonostante mi piace ricordare Continua a leggere

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squillo

La satira mi piace. Mi piace ancor più quando è sintetica, quando in un lampo, oltre strapparti una risata, ti lascia il tempo di riflettere sul come sia stata costruita quella battuta, quella vignetta. La satira è anche feroce ed aggressiva – deve essere così ! – perchè altrimenti è “bagaglino”, ovvero quell’ottusa comicità (presunta) che “prende in giro il potere”, ma in fondo in fondo gli strizza l’occhio.
E lui, il potere, lo sa …

Forse il disegnare in mutandine e reggicalze la “Ministro Squillo” è un tantino forte, ammetto, ma sono sopraffatto da tutto questo gran casino mediatico, che fatte le debite proporzioni mi ricorda i Salafiti ed il video su Maometto. Cavolo, Forattini, quando era ancora satirico, disegnava Spadolini senza neppure le mutande – solo a volte lasciava una pudìca Edera – non mancando di far risaltare il piccolissimo “pistolino” nell’enorme corpo dello statista Repubblicano (per il reincarico al Governo – lo Spadolini bis – i “pistolini” furono addirittura due !). Ciò nonostante non ricordo uno Spadolini (oppure il PRI) imbestialito per queste vignette un tantino audaci.
Mica ci si trappava le vesti ! Si accusava il colpo in dignitoso silenzio, facendo proprio l’adagio: «E’ la satira al potere, bellezza»

Non la pensano così certamente Elsa Fornero ed i suoi amici talebani (“Frignero Boys’s”) che stanno mettendo in croce il mio amico Vauro Senesi da Pistoia, colpevole a loro dire di ogni sorta di reato previsto dal Codice Penale per una vignetta.
Emmavalà !

Secondo me è invece una “genialata” del toscanaccio. Certo è un po’ forte, ma geniale
Perchè ? E guardiamo la vignetta (tutta però !) Continua a leggere

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il ritorno

Ringalluzzito dalle parole del suo successore a Palazzo Chigi – che all’assemblea dell’ABI ha affermato come a Cannes abbia dovuto sopportare, ovviamente per amore del proprio paese, anche situazioni vicine all’umiliazione – ha rivelato al mondo intero di aver ceduto alle pressioni di tutto il mondo imprenditoriale (chi ? quando ?), per cui ha promesso il suo ritorno nell’agone della politica.

Certo, per farlo si è dovuto preparare il solito triplo salto mortale carpiato, con il quale smentire e buttare nel cesso le sue precedenti dichiarazioni («non mi candiderò più»; «il mio successore da ricercare attraverso le primarie»), ma Continua a leggere

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abi … e cab

Durante l’annuale assemblea della ABIche raccoglie i “Bankganster” del nostro paese – il “nostro” presidente del consiglio si è lasciato andare ad una affermazione piuttosto pesante circa il ruolo di TUTTE le parti sociali nello svolgere “gli esercizi di concertazione” che, a suoi dire, “hanno generato i mali contro cui combattiamo“, auspicando (n’ata vota) “più collaborazione“.
Essendo (forse) meno a destra del suo amico Marchionne – che senza troppi giri di parole identifica nella FIOM-CGIL il nemico da abbattere – il “nostro” presidente del consiglio si abbandona – finalmente – nell’identificazione dei colpevoli della crisi in cui versa il nostro “sbrindellato” paese: i sindacati e la concertazione. Continua a leggere

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la buca

Da ormai diversi decenni “la buca” è diventato non solo un termine squisitamente politico, ma addirittura argomento centrale di un programma politico/elettorale.
Per carità, “la buca” vuole aggiustata, riempita, ed anche con celerità, ma questo dovrebbe essere l’ovvio: è veramente necessario sottolinearlo in un programma ?

Anche se solidarizzo con il “cittadino” che assassina “l’amministratore” per il rattoppo del manto stradale, preferirei sentire parlare di più il “cittadino” – ed ovviamente “l’amministratore” – di investimenti, di una visione più “lunga” (che non il guardarsi i piedi e la buca), di una strategia per il futuro. Ognuno, ovviamente, con le proprie convinzioni: di destra, di sinistra, di centro, di Grillo e chi ne ha di più ne metta, ma per favore con una visione a largo respiro, altrimenti è lo stallo.

Prendiamo per esempio i “tecnici“. Continua a leggere

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