Archivi del mese: luglio 2011

dieci anni dopo

la nostra patria è il mondo intero
la nostra legge è la libertà
la nostra forza la solidarietà

Ciao Carlen !

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vieni avanti, ignorante (reprise)

del grande Andrea Scanzi
(giù il cappello)

Giovanardi, un curriculum di gaffe

Il governo attuale, caricaturale e postumo, è da sempre ricco di personaggi improponibili, che in qualsiasi altro paese faticherebbero a trovare lavoro come addestratori di cimici. In questa gara a chi ha meno doti, a chi non ne indovina una neanche per disgrazia, signoreggia e soverchia – con crassa sicumera – Carlo Giovanardi. La sua capacità di sbagliare tutto è prodigiosa. La sua propensione ad essere meravigliosamente (?) ultroneoè leggendaria.JovaTardo, modenese sessantunenne, affascina gli astanti a partire dal bel volto, a metà tra un incubo scenografico di Carlo Rambaldi e un Gremlin anoressico (parola che lui ama: poi ci arriviamo). La voce è quella di un usignolo rauco, che cinguetta con la stessa piacevolezza del Nonnino della Corrida che sinfoneggiava con le ascelle fieramente pezzate.Politicamente coerentissimo, come molti suoi colleghi-droidi, JovaTardo ha mosso i primi passi con la Democrazia Cristiana. Dopo Tangentopoli, è entrato nel Ccd di Pier Ferdinando Casini: il nuovo che indietreggia.
Folgorato sulla via del Biscione, la sua attività berlusconiana si è rivelata vieppiù encomiabile. Indimenticabile ministro per i Rapporti con il Parlamento, dicastero che non è mai servito a nulla e che quindi lo esalta, nel 2006 JovaTardo contribuisce alla irrinunciabile Legge Fini-Giovanardi, che equipara droghe leggere a droghe pesanti (vamos). Il risultato è straordinario: cresce il consumo di cannabis, cresce il consumo di cocaina, cresce il consumo di eroina. E crescono le carcerazioni ad minchiam. Alcune delle quali, dagli esiti drammatici.

Ciclicamente, JovaTardo va in televisione. In alcune apparizioni, ridimensiona il bailamme (neanche tanto, purtroppo) attorno alla morte di Federico Aldrovandi, vittima non di soprusi delle forze dell’ordine ma di un invidiabile caso di masochismo improvviso, che lo ha portato a massacrarsi da solo – Houdini, per quanto agile, non sarebbe mai arrivato a tanto.

Lanciato come una locomotiva bigotta contro un gigantesco muro di castronerie,  JovaTardo impreziosisce il suo curriculum con capolavori seriali.

Si batte pervicacemente per l’indulto (trovando, come noto,  terreno fertile nel cosiddetto centrosinistra). Nel 2007 entra in rotta di collisione con Casini: uno scontro tra titani(c). Nel 2008 lascia l’Udc e fonda i Popolari Liberali, movimento di cui è più o meno unico iscritto ma che usa come predellino per entrare definitivamente nel futuro Partito degli Onesti. Nello stesso anno dichiara di voler vietare in ogni modo tutte le manifestazioni antiproibizioniste, con quell’approccio pasdaran che tanto ce lo fa amare. Viene eletto come senatore del Pdl. Attualmente è sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle politiche per la famiglia, al contrasto delle tossicodipendenze e al servizio civile.

Il 9 maggio 2009 dichiara che Stefano Cucchi è morto a causa delle droghe, in quanto anoressico (eccoci) e sieropositivo. Due giorni dopo abbozza delle scuse alla famiglia del giovane.
Il 20 settembre 2010 afferma che, nei paesi in cui è legalizzata la possibilità di adozione per le coppie gay, è esplosa la compravendita di bambini e bambine. Nessuno capisce il nesso tra le due cose, che infatti non esiste. In compenso le sue gaffe sono tali da trasformare JovaTardo nell’unico caso in cui la voce Wikipedia è più satirica di quella su Nonciclopedia.
A fine 2010 prova a inserire in un disegno di legge “il diritto di essere amato per i figli“. L’idea è così giuridicamente asina da indurre perfino il centrodestra a una presa di distanze.

Il 23 aprile se la prende con l’Ikea per una pubblicità gay-friendly, che lederebbe famiglia e Costituzione. Per quanto l’Ikea rappresenti innegabilmente il luogo maggiormente responsabile di divorzi nel mondo, insieme a infradito e Superga senza calze, JovaTardo non raccoglie – sfortunatamente – i consensi che si aspettava. Vittima, va da sé, dell’egemonia culturale della sinistra, che ne invidia lo smisurato acume intellettuale.

Il 3 luglio, dopo il comizio contro la Tav di Beppe Grillo, JovaTardo accusa l’ex comico di essererecidivo nel fomentare ed esaltare i violenti, ricordandogli la condanna “per avere provocato per sua colpa” la morte di tre persone (in un incidente d’auto).

L’ultimo gioiello di JovaTardo, il rapper delle bischerate politiche, è recentissimo. Il governo lo ha incaricato di occuparsi della strage di Ustica, che sarebbe un po’ come chiedere a Rocco Siffredi di redigere un testo sul tenore di vita delle Carmelitane Scalze. Giovanardi, col piglio di chi sa, ha dispensato perle di saggezza. L’occasione è stata un convegno a Bologna, il 27 giugno scorso, per il 31esimo anniversario della strage. Secondo lui, nell’estate dell’80 – la stessa di Ustica – “due aerei sono stati abbattuti da bombe libiche… in Sudan e a Lockerbie. Ma anche no: la strage di Lockerbie accadde il 21 dicembre 1988, otto anni dopo Ustica (e non era estate). E la strage nel Ciad (Ciad: non Sudan) risale al 19 settembre 1989. Nove anni dopo Ustica. Il Rapper delle Bischerate aveva ripetuto le stesse tesi nei giorni precedenti, ad esempio in un’intervista del 17 giugno al Resto del Carlino.

JovaTardo ha fatto dell’errore marchiano, della gaffe compiaciuta, dell’ignoranza bacchettona e della volgarità becera le sue cifre stilistiche. Di questi tempi, e governi, con simili medaglie al valore attaccate al petto non poteva non fare carriera in Italia. Buona catastrofe.

 

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vieni avanti, … (e tre)

Torna alla parola, dall’eremo di Fivizzano, il noto poeta Sandrino Bondi.
Dopo lunga riflessione e vari processi di “dimissione” – anche da amministratore del suo condominio – ecco l’ultima elucubrazione dell’ex ministro alla cultura (arrggghh!!!):

«a questo punto solo degli osservatori neutrali, rappresentanti di istituzioni internazionali, sarebbero in grado di verificare le modalità anomale e violente, più simili a paesi totalitari che a democrazie civili, in cui si esercita l’amministrazione della giustizia in Italia»

Roba forte, vero ?
Per la cronaca non sta riferendosi ai fatti di Genova in cui in questi giorni cade il decennale, ben sì ai 560 milioni di euro che il suo capo – e visto la chiamata in correo che si legge nella sentenza, potremmo pure definire lazzarone – dovrà risarcire alla Cir.

Osservatori neutrali ?
«… ma mi faccia il piacere»

¡ hasta luego ! G.

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vieni avanti, ignorante

Giovanardi Carlo, VERGOGNA !

da “il fatto quotidiano” 8 luglio 2011
David Marceddu

Gli svarioni di Giovanardi su Ustica: sbaglia date e riferimenti storici
Il sottosegretario alla presidenza del consiglio da tempo si occupa del Dc9 dell’Itavia partito da Bologna. Ha una sua verità, fa cambiare i depliant dei musei, ma quando parla dimostra di saperne poco. Dice che l’aereo esplose lo stesso anno della tragedia di Lockerbie, aereo abbattuto otto anni dopo. Poi parla di un altro incidente di cui non esistono tracce. È un dato storico: in quellestate, in quellanno, due aerei, a Lockerbie e in Sudan, sono stati abbattuti da bombe libiche. Queste parole pronunciate il 27 giugno scorso a Bologna durante un convegno del Pdl sulla strage di Ustica sono del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Carlo Giovanardi. Ma le sue ricostruzioni storiche su questi due incidenti aerei sono clamorosamente sbagliate.

Giovanardi, incaricato dal governo Berlusconi di occuparsi della strage di Ustica, nelle ultime settimane ha iniziato a rileggere personalmente la storia mondiale dei trentanni appena trascorsi. Analizzando la sua frase, infatti, il concetto è il seguente: in quellestate (quella cioè del 1980, quando avvenne la tragedia del Dc9 Itavia nei cieli di Ustica, ndr), due aerei sono stati abbattuti da bombe libiche, in Sudan e a Lockerbie. Tutto falso.

La strage di Lockerbie, in Scozia in cui il volo Pan Am fu abbattuto da una bomba libica a bordo, uccidendo 270 persone risale al 21 dicembre 1988, otto anni dopo Ustica. E non era estate. Per la strage sui cieli scozzesi la responsabilità del regime di Gheddafi è stata storicamente accertata. La responsabilità del rais libico è stata anche confermata da un ministro fuggito da Tripoli allinizio dei recenti bombardamenti sulla Libia.

Laereo caduto nel Sudan invece non cè mai stato. Non sicuramente nel 1980. Forse il sottosegretario si riferisce alla tragedia del Dc10 Uta 772, laereo diretto a Parigi e abbattuto con una bomba a bordo il 19 settembre 1989, nove anni dopo Ustica. Ma non in Sudan, bensì in Ciad, paese africano a sud della Libia e a ovest del Sudan stesso. Anche questo attentato è stato addebitato al regime di Tripoli, che nel 2004 aveva addirittura iniziato a risarcire i parenti delle oltre 150 vittime.

Di sicuro, fra Sudan e Ciad cè una bella differenza, così come tra il 1980 e il 1989. Insomma Giovanardi sostiene che la bomba a bordo del Dc9 di Ustica è plausibile, basandosi su fatti che dimostra di non conoscere.

E quella di lunedì scorso non è stata una semplice gaffe. Quello stesso giorno, 31esimo anniversario della strage, a margine del convegno, Giovanardi si ferma ancora una volta coi giornalisti: Se vuole un riferimento storico, in quellestate scoppiò laereo di Lockerbie con una bomba messa dai libici e scoppiò una bomba sul Sudan francese con una bomba messa dai libici. Poi il sottosegretario, con la voce ferma dello storico, conclude: Storicamente purtroppo in quellestate aerei abbattuti con bombe libiche a bordo ce ne furono molti.

Ma lulteriore conferma che le uscite del sottosegretario su Lockerbie e Sudan non siano degli scivoloni momentanei, la si trova in un articolo di 10 giorni prima sul quotidiano Il Resto del Carlino. È il 17 giugno scorso: Faccio notare spiega il sottosegretario nellintervista al quotidiano riferendosi al 1980 che nello stesso anno i libici hanno fatto saltare due aerei, a Lockerbie e in Sudan, e che a differenza di francesi e americani non hanno mai risposto alle nostre rogatorie.

Al di là degli imbarazzanti falsi storici di Giovanardi, quella del Dc9 partito da Bologna e caduto sui cieli di Ustica il 27 giugno del 1980 è una vicenda al centro di infinite polemiche. Secondo la sentenza-ordinanza del 1999 del giudice istruttore Rosario Priore, mai smentita da alcuna altra sentenza nella sua ricostruzione dei fatti, laereo non cadde per un cedimento strutturale o una bomba a bordo, ma per una collisione o una quasi-collisione con un missile o un altro aereo militare, che avrebbe causato il disastro.

Unipotesi, quella di Priore, ribadita nei suoi ultimi anni di vita da Francesco Cossiga, allepoca dei fatti Presidente del Consiglio dei Ministri. E proprio le parole di Cossiga nel 2007, che parlavano esplicitamente di missili francesi che abbatterono il Dc9, hanno fatto riaprire le indagini (tuttora in corso) alla magistratura.

Giovanardi, invece, ultimamente è accompagnato da un suo collega di governo, il sottosegretario Aurelio Misiti, entrato nella compagine di Governo con le ultime infornate berlusconiane. Lingegner Misiti allinizio degli Novanta, fu a capo di un collegio di periti nominato dai magistrati durante listruttoria del processo. Il suo collegio fu lunico a sostenere la tesi della bomba: una bomba posta nella toilette che avrebbe fatto cadere un aereo senza quasi ammaccare lavello e la tazza wc. () va () detto si legge nella sentenza Priore che la parte conclusiva dellelaborato peritale concernente lipotesi di esplosione interna è affetta da tali e tanti vizi di carattere logico, da tante contraddizioni e distorsioni del materiale probatorio raccolto nella fase descrittiva e nelle perizie collegate, da essere inutilizzabile.

Proprio Misiti era a fianco di Giovanardi al momento delle sue sparate su Lockerbie e sul Sudan (o meglio sul Ciad). E non ha corretto il suo collega: non si è accorto?
E dire che Giovanardi e Misiti sono, o dovrebbero essere, i maggiori esperti governativi su Ustica.

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vieni avanti, cretino

La “location” è il ministero dell’Economia – più o meno una sorta di Mordor tolkeniana – e l’occasione è la presentazione delle nuove misure della manovra economica.
I presenti sono: Tremonti, Bonaiuti, Calderoli (nota testa d’uovo mitteleurpea, per dirla alla parmigiana: «un sensiè !»), Sacconi (che senza pudore si definisce un socialista), quindi il Ragioniere Generale della Stato Mario Canzio ed il “cretino” che occupa il dicastero della funzione pubblica.

Nel corso della conferenza stampa prende la parola “il ministro di Hobbiville, Renatino Baggins Brunetta” che snocciola i dati dei correttivi della manovra anno per anno. Tiene a precisare che: «[…] la massa salariale del settore pubblico, per non considerare i consumi intermedi, è di circa 180 miliardi di euro. Per cui i correttivi di questo tipo sono assolutamente sostenibili» e nel mentre la telecamera si muove per cercare Tremonti. Il povero Giulietto (che qualcuno nel centro sinistra, vai a capire perchè, si affanna a dire che è pure un buon ministro !!!), alle parole di Brunetta, si acciglia, diventa serio, alza le spalle, tormenta la cravatta, quindi evidentemente “smaronato” dalle puttanate del povero Hobbit, commenta con Canzio, suo vicino:
«Questo è il tipico intervento suicida… È proprio… proprio un cretino!»
A questo punto interviene il capo di gabinetto del ministro dell’Economia, Vincenzo Fortunato, che dice a Tremonti: «Questo è un massacro!»
Il ministro risponde: «Devo dirlo?» ma poi si tranquillizza e esclama «Tanto c’è il testo»

Passano pochi minuti, “Smeagol” Brunetta, evidentemente tormentato dal suo “tessssoro”, continua a parlare affermando che si difenderanno i salari reali (risate in sala ndr) delle amministrazioni dal rischio inflazione. Tremonti questa volta si gira verso il ministro del Welfare Maurizio Sacconi e gli dice riferendosi a Brunetta:
«Maurizio? Ma è scemo, eh?»
Sacconi risponde:
«Non lo seguo neppure»
Passano pochi minuti e Tremonti ribadisce il concetto:
«Ma è proprio un cretino!»

Poche ore dopo si diffonde la notizia che Tremonti ha chiesto scusa a Brunetta durante il Consiglio dei ministri.
I due, sempre a quanto si apprende, si sono abbracciati.

Questo è il governo della Contea, Terra di Mezzo anno 17° della IV° Era (berlusconiana)
E dovendo pagare la manovra, ci trovo ben poco da ridere …

¡ hasta luego ! G.

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