Archivi del mese: ottobre 2008

ilaria alpi

Dove la terra non è di nessuno
là dove il cielo è sepolto dal fumo
in mezzo alle fiamme cercò il mistero
Ilaria divise il falso dal vero
Là su la strada lontana da casa
Ilaria fu colta dal suo destino
in mezzo alle fiamme l’hanno lasciata
le presero il cuore e il suo taccuino

Chi ha ucciso Ilaria Alpi?
Chi ha ucciso Ilaria?
Chi ha ucciso Ilaria Alpi?
Chi ha ucciso Ilaria?

Dieci di aprile notte dei fuochi
traffico d’armi in mezzo alla baia
le armi le porta la nave fantasma
dal porto a Livorno
diretta in Somalia
su quella rotta Ilaria si mise
la notte che il mare rubò i quattro venti
sul Moby Prince in mezzo alle fiamme
un’atra strage degli innocenti

Chi ha ucciso Ilaria Alpi?
Chi ha ucciso Ilaria?
Chi ha ucciso Ilaria Alpi?
Chi ha ucciso Ilaria?

La verità è partigiana
la verità si nutre di pianto
tempo verrà per dividere il grano
dai topi dividerlo tenerlo lontano
tempo sarà di svelare il mistero
dividere il falso, il falso dal vero

Chi ha ucciso Ilaria Alpi?
Chi ha ucciso Ilaria?
Chi ha ucciso Ilaria Alpi?
Chi ha ucciso Ilaria?
Chi ha ucciso Ilaria?…

Gang 
 in Letture le relazioni conclusive della commisione parlamentare d’indagine 
http://cid-0a8b1ebd13d1b81d.skydrive.live.com/embedrow.aspx/Leletture
mobyilariamiran
GanGiulioDanieleBiacchessi

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illogica allegria

Da solo
lungo l’autostrada
alle prime luci del mattino.
A volte spengo anche la radio
e lascio il mio cuore incollato al finestrino.
 
Lo so
del mondo e anche del resto
lo so
che tutto va in rovina
ma di mattina
quando la gente dorme
col suo normale malumore
mi può bastare un niente
forse un piccolo bagliore
un’aria già vissuta
un paesaggio o che ne so.
 
E sto bene
Io sto bene come uno quando sogna
non lo so se mi conviene
ma sto bene, che vergogna.
 
Io sto bene
proprio ora, proprio qui
non è mica colpa mia
se mi capita così.
 
È come un’illogica allegria
di cui non so il motivo
non so che cosa sia.
È come se improvvisamente
mi fossi preso il diritto
di vivere il presente
 
Io sto bene…
Questa illogica allegria
proprio ora, proprio qui.
Da solo
lungo l’autostrada
alle prime luci del mattino.
 
Giorgio Gaber
illogica allegria
 

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juan sin tierra

Voy a cantar el corrido
de un hombre que fue a la guerra
y anduvo en la sierra herido
para conquistar su tierra.
Lo conocí en la batalla
y entre tanta balacera
que el que es revolucionario
puede morir donde quiera.
El General nos decía:
Peléen con mucho valor
les vamos a dar parcela
cuando haya repartición.
No olvidaremos el valor de Víctor Jara
dando la cara siempre a la represión.
Le cortaron sus dedos y su lengua
y hasta la muerte gritó: revolución!
Gritó Emiliano Zapata:
quiero tierra y libertad!
y el Gobierno se reía
cuando le iban a enterrar.
Mi padre fue peón de hacienda
y yo un revolucionario,
mis hijos pusieron tiendas
y mi nieto es funcionario.
Vuela,vuela palomita
pósate en aquella higuera
y aquí se acaba el corrido
del mentado: Juan sin tierra.
No olvidaremos el valor de Víctor Jara
dando la cara siempre a la represión
le cortaron sus dedos y su lengua
y hasta la muerte gritó: revolución!
Revolución, revolución, revolución
Victor Jara cantó!
ska-p
"Nuestro más sincero homenaje a toda una vida de lucha por la libertad"
 
asite127
 
 
giovanni senza terra
 
Vado a cantare il corrido
d’un uomo che andò alla guerra
e andò su in montagna ferito
per conquistarsi la terra.
Io lo conobbi in battaglia
e in mezzo a tanti spari
lui, che è un rivoluzionario
può morire dovunque.
Il Generale ci diceva:
Combattete con coraggio,
ché vi ricompenseremo
quando si spartirà.
Non scorderemo il valore di Víctor Jara
che sempre affrontava la repressione a viso aperto.
Gli tagliarono le dita e la lingua
e fino alla morte gridò: rivoluzione!
Gridò Emiliano Zapata:
Voglio terra e libertà!
E il governo rideva
quando lo stavano per seppellire.
Mio padre fu bracciante agricolo
e io un rivoluzionario,
i miei figli misero su negozi
e mio nipote è un impiegato.
Vola, vola colombella,
posati in quella ficaia
e qui finisce il corrido
del suddetto Giovanni Senza Terra.
Non scorderemo il valore di Víctor Jara
che sempre affrontava la repressione a viso aperto.
Gli tagliarono le dita e la lingua
e fino alla morte gridò: rivoluzione!
Rivoluzione, rivoluzione, rivoluzione
Víctor Jara cantò
asite098

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boxe

Voglio stare ad aspettare
e leccarmi le ferite
sotto un cielo di stelle.
Ma se il cuore che io sento malato
perché i lividi sono nell’anima
vieni ad asciugarli tu… vieni ad asciugarli tu.

Domani non starà più a me a tenere le braccia alzate
e scorticarmi alle corde.
Domani se ti cercherò,
avrò la faccia di un uomo pulito
fresco come una rosa
e una rosa non può appassire.

Quando il destro è esploso
nella mia testa forte
non è mai partito sopra di un ring,
quando il destro è esploso
sulla mia pelle forte
ho troppi nemici in questa città.
Troppi fantasmi la notte ingolfano,
ho troppi nemici in questa città.
Troppi fantasmi la notte…
troppi fantasmi la notte.

Voglio togliere i bendaggi in fretta
e sentire il freddo di oceani colore madreperla.
La forza delle mie idee
ha la forza di un pugno in faccia
a chi me le ha negate,
ha la forza di una lotta più dura
ed un fascino ancora più grande
di due guantoni da boxe…
di due guantoni da boxe…

Federico Fiumani
asite142

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donne

Quando arrivai a casa telefonai di nuovo a Sara.
“come va ?”. le chiesi.
“E’ un po’ fiacca, oggi”.
“Allora vieni stasera?”.
“Ti ho già detto di sì,no?”.
“Ho dell’ottimo vino bianco. Come ai vecchi tempi”.
“Hai intenzione di rivedere Tanya?”.
“No”.
“Non cominciare a bere fino a quando arrivo io “.
“Va ben”.
“Devo andare…E’ entrato un cliente”.
“Bene. Ci vediamo stasera”.
Sara era una brava ragazza. Dovevo cercare di darmi una regolata anch’io. Se un uomo aveva bisogno di un mucchio di donne voleva dire che non ne aveva nessuna degna di questo nome. Si poteva perdere l’identità , scopando con tutte come facevo io. Sara si meritava un trattamento molto migliore di quello che le riservavo. Adesso toccava a me. Mi sdraiai sul letto e mi addormentai quasi subito.
Fui svegliato dallo squillo del telefono .”Sì?”,dissi.
“Sei Henry Chinaski?”.
” Si “.
” Ho sempre adorato i tuoi libri . Credo che non ci sia miglior scrittore al mondo “.
Aveva la voce giovane e sexy.
” Ho scritto qualcosa di buono, si”.
“Lo so. Lo so. E hai avuto davvero tutte quelle storie con tutte quelle donne?”.
“Si”.
“Senti, anch’io sono una scrittrice. Sto a L.A. e mi piacerebbe conoscerti. Potrei venirti trovare e farti leggere le mie poesie”.
“Non sono mica un editore o un redattore”.
“Lo so. Senti, ho 19 anni. Voglio solo venirti a trovare, va bene?”.
“Stasera non posso”.
“Oh, qualunque sera andrà bene”.
“No, niente da fare”.
“Sei davvero Henry Chinaski, lo scrittore?”.
“Certo”.
“Io sono molto carina”.
“Ne sono sicuro”.
“Mi chiamo Rochelle”.
“Addio, Rochelle”.
Riappesi. Ce l’avevo fatta… per una volta.
Andai in cucina, aprii una boccetta di vitamina E, 400 unità ciascuna, e ne buttai giù parecchie con un bicchiere di Terrier. Sarebbe stata una buona per Chinaski. Il sole filtrava obliquo dalle veneziane, disegnando le solite forme sul tappeto, e il vino bianco era al fresco in frigorifero.
Aprii la porta e uscii sulla veranda. C’era uno strano gatto, là fuori. Era enorme, un maschio, col pelo nero, lucido, e gli occhi gialli luminosi. Non aveva paura di me. Si avvicinò, cominciò a strusciarsi contro una delle mie gambe e a fare le fusa. Io ero un brav’uomo e lui lo sapeva. Gli animali sapevano sempre cose del genere. Avevano una specie di istinto. Tornai dentro e lui mi seguì.
Gli aprii una scatoletta di tonno Star-Kist. Della miglior qualità. Peso netto 200 grammi.
charles bukowski
asite096
 

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