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300 (trecIento)

da Repubbblica.it

Fukushima, ‘grave’ fuga di acqua radioattiva
Reazione della Cina: ‘Vogliamo informazioni’
L’autorità di controllo nucleare del Giappone ha classificato di livello 3 la fuoriuscita di 300 tonnellate di liquido radioattivo dall’impianto. Pechino sotto shock: “Subito approfondimenti”. Studio sugli abitanti della zona: in aumento i tumori alla tiroide, ma è presto per stabilire una correlazione

ROMA – L’autorità di controllo nucleare del Giappone ha valutato “livello 3”, pari a “incidente grave” sulla scala internazionale degli eventi nucleari (ines), la fuoriuscita di 300 tonnellate di acqua altamente radioattiva che si è verificata recentemente dalla centrale di Fukushima. E di cui ha dato notizia la Tepco, la società che gestisce l’impianto.

La classificazione al livello 3, su una scala che va da 0 a 7, corrisponde al “rilascio di grandi quantità di materiale radioattivo all’interno della struttura”. Tuttavia, l’autorità ha deciso di chiedere anche il parere dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) prima di prendere una decisione definitiva. L’incidente di Fukushima dell’11 marzo 2011 resta, invece, a livello 7, il più alto, corrispondente a “notevoli effetti sulla salute e sull’ambiente”.

La reazione cinese. Intanto la Cina si dichiara “sotto shock” dopo aver appreso del versamento d’acqua contaminata. Lo ha affermato oggi, in un comunicato, il ministero degli Esteri di Pechino. La Cina chiede al vicino di “fornire rapidamente informazioni precise, approfondite e significative” sulla fuga di liquido radioattivo dalla centrale.

Studio sui tumori alla tiroide. Gli scienziati, invece, si muovono per valutare l’impatto sulla salute delle radiazioni liberate durante l’incidente del 2011. Secondo uno studio condotto sugli abitanti della regione vicina all’impianto, sono stati rilevati diciotto casi di cancro alla tiroide, in ragazzini minori di 18 anni. Non è stato ancora accertato, tuttavia, un legame causale tra l’esposizione alle radiazioni e i tumori rilevati.

I test medici sono stati eseguiti su circa 200 mila under 18 da un comitato locale per la tutela della salute pubblica. Rispetto al precedente monitoraggio, nel giugno scorso – riporta l’agenzia di stampa Kyodo News Agency – le diagnosi di tumore alla tiroide sono salite a 18 (6 casi in più), mentre i casi sospetti sono passati in questo periodo da 15 a 25.

Gli esperti nominati dall’autorità prefettizia di Fukushima ritengono però che questi tumori non siano direttamente legati all’incidente alla centrale giapponese. Secondo gli specialisti, che si basano su quanto è stato osservato per esempio dopo l’incidente nucleare di Chernobyl nel 1986, 2 anni sono troppo pochi per rilvevare. eventuali conseguenze dirette delle radiazioni. Per stabilire un’associazione causa-effetto, spiegano, devono passare da 3 a 5 anni.

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ciao Franca

Di Franca il primo ricordo che mi sovviene è “Lo Stupro”.
Certo, ho anche memoria dei suoi abiti impossibili, delle commedie, delle litigate sul palco con Dario – come personaggi spesso agli opposti – dell’uso sapiente di ironia e sarcasmo, della sua bravura …
Ma torno sempre li, a quella sedia che occupa un palco e di Franca che, seduta, si contorce, mentre racconta di quando fu violata da fascisti e ti trasmette tutto lo schifo di cui sono stati capaci.
E mentre stai male, mentre la guardi, capisci la forza di quella Donna

Rapita con tecnica militare e violata, a turno, in un furgone
perché donna e impegnata nei diritti civili, contro il potere.
perché donna e femminista, contro ogni “machismo”
perché donna e antifascista.

Ieri l’Aula di Montecitorio ha approvato la ratifica della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne.
Un voto dovuto grazie alle battaglie di Donne come Franca.

Mi mancherai
franca

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il ponte

Italo Calvino – nome di battaglia “Santiago” – raccontò la Resistenza anche con un breve testo messo in musica da Sergio Liberovici: “Oltre il ponte”. A mio giudizio un capolavoro
E’ del 1961 e da allora non è difficile sentirla nei “paraggi” del XXV Aprile.

E’ dedicata ad una giovane ragazza che ha avuto la fortuna di non vedere la guerra e mette in luce, oltre la vita dei Partigiani, la difficoltà del racconto di quei giorni («O ragazza dalle guance di pesca/O ragazza dalle guance d’aurora/Io spero che a narrarti riesca/La mia vita all’età che tu hai ora») chiudendosi in una strofa (purtroppo) profetica anche se carica di un’ultima speranza («Ormai tutti han famiglia, hanno figli/Che non sanno la storia di ieri/lo son solo e passeggio tra i tigli/Con te, cara, che allora non c’eri/E vorrei che quei nostri pensieri/Quelle nostre speranze d’allora/Rivivessero in quel che tu speri/O ragazza color dell’aurora.»)

Ora quel “ponte”, quell’idea, non esiste più; per pochi o per molti – poco importa – è sostituito dal giorno di ferie da agganciare al XXV per la gita fuori porta. Non c’è niente di male nel riposarsi, nel fare il giretto con la famiglia è che non son proprio così sicuro che sia ancora vivo, se non proprio lo spirito, almeno il ricordo, meglio, la Memoria del XXV: solo una festa nazionale cui agganciarci, se si presta, una giornata per fare, appunto, il ponte.

Al mio paese – dove per inciso la guerra è finita il 29 di Aprile con una sacca raccontata dai libri di storia ed ancora studiata nell’accademia militare del Brasile – domani oltre il “ponte” ci sarà pure il mercato. Anche in questo caso, sinceramente, nulla di male nel visitare la bancarella dell’hobbista, oppure ad attendere la moglie che controlla dodicimila capi di abbigliamento per poi cortesemente salutare senza acquistare nulla, ma perchè proprio la mattina del XXV ?

Domani mattina, vestito dalla festa, come voleva mia nonna Ribella (un destino nel nome) e con il fazzoletto al collo, porterò il mio omaggio a chi è morto, a chi ha combattuto quei giorni (anche per me, per i mie figli, per questa patria disgraziata) e so già che sarò a disagio nel dover percorrere il corteo in mezzo a venditori ambulanti e bancarelle.

Forse mi arrabbierò nel dover sentire la bella tromba di Paolo intonare il Silenzio, per gli onori ai caduti, in mezzo a un Mercato.
Spero …
Si, spero di avere ancora la forza di arrabbiarmi e di non la sciar spazio alle lacrime per questa ennesima sconfitta

Avevamo vent’anni e oltre il ponte
Oltre il ponte che è in mano nemica
Vedevam l’altra riva, la vita,
Tutto il bene del mondo oltre il ponte.
Tutto il male avevamo di fronte,
Tutto il bene avevamo nel cuore,
A vent’anni la vita è oltre il ponte,
Oltre il fuoco comincia l’Amore.

¡ hasta luego ! G.

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memoria

Tempo fa Franco dell’arci disse una grande verità: «Tu Giulio non sai ridere. Dovresti ridere un po’ di più»
Vero, dovrei, ma non ci riesco.
Mi scappa un sorriso ogni tanto; trovo (almeno tento) la battuta; sono felice, veramente felice, quando vedo la foto (sotto) con la Bionda (e che bionda !) insieme a Gabri “Paquaio” – in veste di supremo portiere che neanche Braglia all’Anfield figurava bene come lui ! – a Bomba dei GAV ed altri compagni della Antifascist Action, ma finisce li, nel senso che non riesco ad essere sereno fino in fondo: sempre incazzato.

Forse voglio troppo bene al amico Marino “GanG” Severini ed a quel suo pacifico modo di dire, sempre presente ogni volta che ci vediamo (l’ultima volta il secolo scorso):«Incazzarsi fa bene al cuore».
Sarà …

Devo avere coronarie d’acciaio, ma sul fegato non garantisco.

Si perchè ce n’è sempre una.
Noi fai tempo a digerire l’ultima stronzata – da Kim Jong un, alla Noemi, a B. alla pagliacciata dell’occupazione del senato per leggere la Costituzione ! – che sei subito sotto battuta con un’altra…

L’ultima è dovuta (sempre più spesso di questi tempi!) a quegli pseudo (molto pseudo) costituzionalisti dei M5S – che si credono allievi di Calamandrei, ma non si rendono neppure conto di essere solo dei poveri nani al servizio del signore di turno – che in evidente delirio “sanfedista” calcano la mano sugli sprechi della spesa pubblica. Continua a leggere

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i scarp da tenis

Ciao Enzo,
mi mancherà la tua strampalata poesia.
Merce rara in questi tempi di merda.
Mi mancherà il tuo sorriso, dolce.
Mi mancherà la tua musica. Anzi, no
Quella mi accompagnerà per sempre.
Insieme alle mie scarpe da tennis.
Sempre dirette – come diceva il tuo amico Faber – in direzione ostinata e contraria
Ciao !

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