Archivi del mese: giugno 2011

piccola città

Mora Davide, assessore alla Viabilità del Comune di Parma – quel signore che epigono al gerarca “fasista” Balbo Italo, affermava nel marzo 2010: «Fosse per me, nellOltretorrente ci metterei una bomba» – uscendo da un conciliabolo tutto interno al PdL cittadino (nel quale si discuteva se mantenere l’appoggio a “peter, the great”) notava che al palo ove stava appoggiata la sua bicicletta nuova, era rimasta soltanto la catena. Comprensibilmente teso, per i momenti non proprio idilliaci che offrono questi giorni all’amministrazione comunale; evidentemente alterato perché “i gan guzè la bicicletà nova” perdeva la classica occasione per starsene zitto, pronunciando le seguenti parole: «Parma, una città di merda» (il Fatto Quotidiano 28 giugno)

Suvvia, Assessore ! ma sono robe da dire ?
Dispiace per il brutto gesto, ma perbacco è una bicicletta
Come dice ? «Si, ma era la MIA bicicletta»
Non posso darle torto, ma assessore, la prego: nostri sono 500 milioni di debiti riconducibile all’Aurea Parma anche da Lei amministrata ! Faccia lei il conto di quante biciclette ci stanno !
Poi, tirata la riga, fatto l’uguale, rettifichi la precedente frase con qualcosa di più appropriato. Le suggerisco: «Ho contribuito a fare di Parma una città di merda.»
Decisamente più attuale

¡ hasta luego ! G.

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Requiem

Mentre i bookmaker nostrani danno per certe le prossime dimissioni di “pietro il grande”, sentite come suona il De Profundis:

«Sono sdegnato, non voglio essere nemmeno lontanamente confuso con questi atti. Uno come me, un battitore libero, uno che ha lavorato sempre spendendosi in prima persona, facendo le telefonate (!) e organizzando direttamente i grandi eventi culturali, oggi non può non dimettersi e segnare un solco molto netto tra le vicende che stanno emergendo e il mio lavoro. Io sono proprio di una pasta diversa. A me pare che la situazione in Comune sia fuori controllo e a Vignali glielho anche detto pochi giorni fa in occasione delle polemiche sulla lapide di Salò, facendogli notare che una roba del genere, per me che sono antifascista, non può essere accettata. Ritengo che le corde da parte del sindaco siano state tenute troppo blande»

Luca Sommi, presentando le dimissioni da assessore alla Cultura

Parole condivisibili, per carità, ma resta da capire da quanto opportunismo siano condite.
Voglio dire, che un assessore alla cultura rinfacci di aver fatto le telefonate (eccheccazzo!) ed aver organizzato grandi eventi, mi sa da rimbambiti.
Adesso non conosco il suo traffico telefonico (se è quello del precedente assessore Lavagetto è roba forte, ne convengo) ma santo iddio, non sarà un problema telefonare !
Poverino, ha fatto le telefonate ! E le rimarca pure, sto impunito !

(a tal proposito, l’acculturato Sommi, si rilegga Pasolini e rifletta: «La serietà! Dio mio la serietà! Ma la serietà è la qualità di coloro che non ne hanno altre: è uno dei canoni di condotta, anzi, il primo canone, della piccola borghesia! Come ci si può vantare della propria serietà? Seri bisogna esserlo, non dirlo, e magari neanche sembrarlo ! Seri si è o non si è: quando la serietà viene enunciata diventa ricatto e terrorismo!» )

Forse da parte sua sarebbe stato meglio dare a suo tempo spiegazioni sui BILANCI dei cosiddetti grandi eventi: troppo spesso chiusi con il segno ‘-‘ per le casse comunali. Quanto alla sorpresa che il «Comune sia fuori controllo», ecco, forse un’idea la poteva ricavare anche dalle dimissioni dei Revisori. Che non se ne sia accorto ? “Porello …”

Comunque, siori e siore, non siamo che al prologo: la pentola si deve ancora “scoperchiare”
In attesa di quei momenti, facciamoci un nodo al fazzoletto, così che quando si arriverà al gigantesco buco di bilancio del Comune di Parma – centinaia di milionate di euro – qualcuno possa chiedere alla verginella Sommi, dov’era e soprattutto cosa faceva in giunta.

… a me sti riciclati

¡ hasta luego ! G.
· https://giuliovaracca.wordpress.com ·

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27 Giugno 2011 a Chiomonte

Belle parole
attenti ai marinai
lauti guadagni
sorrisi trasversali
nei comizi vi insultate
davanti ai soldi
vi abbracciate
ma l’amianto fa male
non diteci stronzate!
Il primo sondaggio
lo fanno sopra
la testa della gente
ma niente da fare
neanche uno che si arrende !
Lo stato garante
manda i suoi soldati
ma noi non ci arrendiamo
qui ci siamo nati.

 

NOI NO TAV
NOI NO TAV
TE NO TAV
NOI NO TAV
IO STO CON LE MONTAGNE !

Cosa dovete portare
a quella velocità?
guardate bene lungo i binari
corre il progresso
e la povertà.
Merci che vanno veloci
prodotte dove,chissà?
bambini con le pistole in mano
o vestiti da operai.
Noi no TAV
Noi no TAV
Te no TAV
Noi no TAV
Io sto con le montagne !

¡ hasta luego ! G.

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opera 28°

Il buon Pepo di opere ne ha scritte 27 (più una messa), ma fosse vivo, porco il mondo …
 
Preludio
in sottofondo l’aria della Forza del Destino
 
Giorno 23
Due amiche al lavoro incontrano un Maresciallo della Finanza.
Il ragazzo è li per gli affaracci suoi e preme, deve tornare al lavoro e le cose vanno per le lunghe.
Una delle due allora prova a posticipare l’appuntamento: «Guarda, se vuoi il tuo appuntamento, lo spostiamo a domani …»
La risposta del baldo ufficiale è un po’ singolare: «No, grazie. Domani per me sarebbe impossibile. Qua a Parma ci sarà del movimento»
Movimento ? ma pensa un po’ …
«Bhè meno male che non viene qua …»
la musica diventa incalzante
 
Atto I
 
in sottofondo Cortigiani, vil razza dannata – Rigoletto
 
Giorno 24
Corruzione, undici arresti. In manette tre dirigenti comunali
Undici persone sono state arrestate nelle prime ore di questa mattina dalla guardia di finanza nel corso del secondo atto dell’operazione “Green money” sulle tangenti nel verde pubblico. Tra queste tre dirigenti del Comune: il comandante della polizia municipale Giovanni Maria Jacobazzi, il direttore marketing – già capo dello staff del sindaco e direttore di Infomobility – Carlo Iacovini (adesso responsabile del progetto Zero Emission City) e Manuele Moruzzi del settore Ambiente, legati a filo doppio al sindaco Pietro Vignali fin dai tempi dell’assessorato all’Ambiente. In manette anche il direttore generale della multiutilty Iren a Parma Mauro Bertoli, il presidente di Engioi (società per azioni di cui il Comune detiene la maggioranza) Ernesto Balisciano, il presidente e il vice della cooperativa Student work service Gian Vittorio Andreaus e Tommaso Mori, gli imprenditori Gianluca Facini, Norberto Mangiarotti, Alessandro Forni e l’investigatore privato Giuseppe Romeo Lupacchini.

in sottofondo si odono le note di Tu che la vanità – Don Carlo
 
Nel pomeriggio, poco prima del consiglio comunale, il primo cittadino Pietro Vignali ha dichiarato di non avere nessun intenzione di rimettere il mandato. “Sono fatti che riguardano singole persone – ha commentato con i giornalisti – io ero all’oscuro di tutto”. 
 
Recitativo
Le “giustificazioni” date del sindaco secondo il consigliere del Prc Marco Ablondi sono “a dir poco banali, neanche un bambino di otto anni ci crederebbe”. Non sapeva? “Allora – si chiede – a cosa serve la direzione generale se non a controllare?”. Per il consigliere questo non è altro che “il temporale che anticipa il nubifragio. Vignali dimostri la dignità di chiedere scusa alla città e si faccia da parte”. 
 
Atto II
 
la musica aumenta il volume sulle note di Si, vendetta, tremenda, vendetta – Rigoletto

Tanto tuonò che piovve. E’ avvenuto quello che da mesi la città sospettava , vociferava, aspettava. Tre uomini di totale fiducia del sindaco ( Jacobazzi, Moruzzi e Iacovini), voluti e difesi fino all’inverosimile in varie circostanze, sono in manette. L’accusa è delle più pesanti, un vorticoso giro di mazzette anche in quel settore Ambiente che è stato il trampolino di lancio di Vignali
 
l’orchestra sostiene lo straordinario coro che parte dai portici del Grano: Si ridesti il leon di Castiglia – Ernani
 
In duecento o forse più gridano contro il cancello del municipio: “Vignali vattene”. Dopo lo scandalo di corruzione che ha coinvolto il Comune, con 11 arresti fra comandante della municipale, dirigenti del Comune e altri fermi, la piazza è insorta. Militari e polizia fanno cordone per impedire ai cittadini di entrare in Comune. Gli slogan: “Vergogna, dimettiti, in galera!”.
 
Gli assessori Lorenzo Lasagna (“la sta propria ben fata, bagolon can te eter”) e Giuseppe Pellacini, usciti dal Comune, vengono fischiati e insultati, anche il gesto delle manette nei loro confronti. La situazione è tesissima. Alcuni assessori hanno addirittura rinunciato a scendere gli scaloni, altri si sono defilati di corsa. “Mai vista una cosa così a Parma” sostengono persone presenti in piazza. Sms dalla piazza: “Sembra l’hotel Raphael contro Craxi, stessa atmosfera, è saltato il tappo”. Intorno alle 18.30 in “fuga” anche l’assessore Giorgio Aiello. Fischiato.
 
Atto III
 
Ritorna l’aria della Forza del Destino
 
Cartelli contro il sindaco di tutti i colori, fischietti, slogan a ripetizione. La piazza continua ad insistere mentre il sindaco resta “barricato” in municipio. Intorno alle 18.45 una trentina di rappresentanti della piazza è stata ammessa in municipio sono entrati nell’aula del Consiglio e anche lì hanno gridato “Dimissioni, dimissioni”.
 
Sipario

¡ hasta luego ! G.

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facce come il …

I puntini di sospensione andrebbero tolti al solo citare i personaggi “coinvolti” in questo post (e sostituiti con un più appropriato CULO), li mantengo per evitare di scadere nel “trash”, anche se in definitiva di “trash” si parla.

Tra i massimi rappresentanti viventi di coerenza, l’on. Ministro Stefania Prestigiacomo, balza alle cronache odierne non tanto per le velate minacce – del tempo che fu – di abbandonare il gruppo del PdL (pur restando ministro, eccheccazzo!), oppure ad aggiornarci di Fukushima *** (lei che conducendo il Ministero dell’Ambiente è, ovviamente, fervente nuclearista), oppure ancora per essersi persa – di nuovo – a Copenaghen (in occasione della conferenza sul clima), no questa volta – santo iddio – balza alla cronaca per aver detto la verità.

Nel corso dell’indagine sulla cosiddetta “P4” emerge dalle intercettazioni telefoniche che la nostra ambientalista, risulta al telefono discreta “sciacalla” (dispiace, ma la definizione, per altro sua, in questo caso calza come un guanto). Senza menar troppo il can per l’aia, leggiamo con distacco e leggerezza i commenti che Stefy si scambia con l’amico di tutti (Gianni Letta dixit), il trafficone, Bisignani:
«Io lo so com’è fatto» riferendosi a “old dirty man” «Mara gli fa quattro moine, quattro cose e lui cancella tutti quelli della faida e dà ragione a Mara su tutto»
Che si riferisca alla Carfagna ? Che sia presente un palo da lap-dance al Ministero delle Pari Opportunità ?
Deve avere una gran stima della “Mara” e dell’altro, trattato alla stregua del peggior ruffiano del pianeta …

E poi quella stratosferica per certi versi quasi surreale, che fa sorgere il dubbio di cosa cazzo ci vada a fare al Consiglio dei Ministri.
Sempre riferendosi al “miliardario ridens”: «Deve essere intelligente e purtroppo non lo è» 15 novembre 2010 Continua a leggere

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