Archivi tag: Sergio Marchionne

Pärma tajadora (reprise)

A Fausto “Kerchak”
rappresentante RSU
e delegato FIOM

Mentre il Gran Capo ha confermato al Presidente della Repubblica che «il M5S non accorderà alcuna fiducia a governi politici o pseudo tecnici con l’ausilio delle ormai familiari “foglie di fico” come Grasso» (i disoccupati italiani, nel frattempo, ringraziano nda), il sottoposto Federico Pizzarotti, governatore della “stalingrado grillina”, è alle prese, ancora, con l’agitazione dei lavoratori del comune.

Ora, pur con grande umiltà, vorrei suggerire che sarebbe opportuno “agitarci” tutti, soprattutto quando un Sindaco – parte in causa nella trattativa che si è già pronunciato per il taglio del salario ai dipendenti del comune – ieri si è preso la briga di esternare la sua intenzione di superare i sindacati e trattare direttamente con i lavoratori. Come intenda muoversi non lo ha precisato (incontrando ognuno di loro singolarmente, attraverso un comizio in Piazza Garibaldi, tramite web ?), ma l’utilizzo del berlusconiano “ghe pensi mi“, accompagnato dalla strana e pericolosa idea di superare i sindacati, mi riporta alla mente non solo Marchionne (che a proposito lui ieri lo stipendio se lo è aumentato di un paio di milioni – + 47,7 % – e che a Melfi, Pomigliano e Mirafiori si arrangino … ) ma anche il fascismo.

Vedete, muoversi nel solco tracciato dal Grande Timoniere genovese – che poche settimane fa si proponeva di abolire i Sindacati – significa più in generale muoversi sulla stessa lunghezza d’onda di tale coglionazzo Mussolini Benito da Predappio, che novant’anni orsono i sindacati li cancellò per davvero ed andò a finire come sappiamo.

Significa muoversi in aperto contrasto con la Costituzione Repubblica Continua a leggere

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neologismi

Convengo che una lingua per dirsi viva ha bisogno di continui neologismi.
Come, altrimenti, descrivere le modifiche della società, di nuovi “costumi”, di nuove tecnologie ?
Di questi tempi, però, credo vi sia un abuso di termini anglosassoni che lasciano il tempo che trovano.
Possibile che per definire la procedura di identificazione al computer sia necessario adottare “loggarsi” ?
oppure, ancor meglio, per descrivere lo scambio di due “chiacchiere digitali”, usare ”chattare” ?
che dire poi del termine “manager(oggi giorno tutto è considerato impresa e azienda !): non lo trovate un pochino insipido, troppo sterile ? 
 
Marchionne, manager …
Via, dai, “Pullover Marchionne” – che per decenza (certamente non sua) non lo possiamo chiamare ”negriero” – non trova una più accurata descrizione della sua indole antisindacale e fascista (che fassino e chiamparino ci possano perdonare nel dire la verità), nella peggior accezione dell’italianissimo padrone ?
Marchionne, padrone fascista, non è più preciso ?
Quindi, usiamo l’italiano; è completo e ne vale la pena. Continua a leggere

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politically uncorrect

Oggi non si può leggere un quotidiano, un sito web, un canale televisivo, senza notare che la prima notizia è la sentenza di Perugia, con annessi “Foxy Knoxy”, le lacrime di Sollecito, la soddisfazione della Buongiorno, i fischi della piazza.
E lasciatemi dire … che due palle

Mi rendo conto che, comunque la si veda (la famiglia Kercher avanti a tutti, quindi i ragazzi che si sono fatti galera da innocenti), stiamo parlando di una tragedia indicibile, ma il disgusto non è alla notizia (dovuta), quanto allo spazio ed al valore di questa (oltre ogni limite).

Certo, l’aspetto del ribaltamento della sentenza di primo grado è ghiotta notizia, ma che tutto sia celebrato in stilo holywoodiano, ma per favore … Continua a leggere

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fiat …ux

IERI
Nei primi giorni di inizio anno tutta i media italiani, ad esclusione del sito web della FIOM, ci raccontavano che molto del futuro della produzione auto a Mirafiori dipendeva dall’esito del referendum che gli operai erano chiamati a votare in quei giorni. In quella fabbrica, infatti, il Gruppo Fiat intendeva produrre una berlina e un SUV con marchio Alfa Romeo e Jeep. Il ricatto imposto da Marchionne, perché di questo si trattava, prevedeva investimenti, ma ritocchi al contratto (ovviamente al ribasso) fuori da ogni logica nazionale.
Al referendum vinse la linea aziendale per pochi voti.

OGGI
Pare che lunedi mattina “pullover” Marchionne ha chiamato a rapporto il governatore del Piemonte Cota (che abita in Lombardia … uno spettacolo!) e gli avrebbe detto che referendum o no, le macchine previste per il rilancio di Mirafiori (e Fiat) piuttosto le vanno a fare in Kentucky, Missouri, Michigan, Alabama e/o Arizona:

«Sempre più improbabile l’avvio delle linee dei suv, destinati a essere prodotti negli Usa, per il futuro di Mirafiori spunta l’alternativa della citycar. In base a quanto reso noto ieri dall’agenzia Bloomberg, che citava fonti vicine al Lingotto, sarebbe questa una delle ipotesi che oggi e domani finiranno sul tavolo del global executive council, l’organo di vertice di Fiat-Chrysler che per la prima riunione ha deciso di incontrarsi a Torino. Il nuovo piano Fiat dovrebbe prevede di avviare la produzione di un’utilitaria nel 2013, ma sia sui tempi dell’operazione (la produzione dei suv era prevista per fine 2012) sia sui numeri il quadro resta incerto»
Questo il sole24ore al primo di settembre.

Bello nèh?

Con il classico ritardo, con la classica falsa meraviglia, corrucciati in volto come si conviene, i noti servi Fim, Uilm, Fismic, Associazione Quadri e Ugl (che ricordo fanno aderenti per 1/74 scarso di FIOM) hanno inviato una lettera al Lingotto per chiedere un incontro sul futuro dello stabilimento di Mirafiori «per chiarire la situazione».

Mi domando cosa diavolo ci sia da chiarire ?
Siete dei pirla, voi e che vi da la delega.

DURANTE
Tra ieri e oggi “pullover” aveva maturato stock-option per circa 100 mln di euro.
Non le ha ritirate (evidentemente per non pagare le tasse … in Svizzera) e, in questo caso, la Borsa mi ha regalato un sorriso …

¡ hasta luego ! G.

PS.
DOMANI

Nonostante l’incazzatura, mi sento ancora bene.
Sono solo preoccupato della prima nota stampa di quell’altro fenomeno di Piero “Vota SI” Fassino.
Ecco, in questo caso, lo so già, l’incazzatura non può solo che peggiorare.

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cuba si, marchionne no !

Con buona probabilità la nostra stampa si occuperà – almeno per una volta – delle notizie che provengono da Cuba. Sia chiaro che “l’occuparsi” di Cuba non è nuda cronaca, è sempre “commento”, “opinione”, tanto più che le notizie che ci giungono da “l’isla grande” sono di un certo peso.
La prima notizia è che Fidel Castro Ruz – Lider Maximo, Presidente di Cuba, Segretario Generale del Partito Comunista Cubano – ha completato la transizione che lo porta a tornare ad essere un normale cittadino;
la seconda è che pur restando nell’alveo del socialismo, Cuba aprirà ancora un pochino di più al mercato.
Ce ne sarebbe una terza che è l’embargo, quella roba infame che nonostante svariate risoluzioni ONU per la sua dismissione, resta e fa vittime, ma essendo roba vecchia di cinquant’anni, non frega più cazzo a nessuno.
Ma fermiamoci un momento sulle prime due.

Fidel, nel cedere il passo a tutte le cariche (pratica iniziata nel 2008) ha passato tranquillamente la mano, come buona pratica democratica prevede. Non ha atteso, cioè, ne piazza (vedi Egitto, Tunisia, Siria) ne tantomeno si è barricato in un bunker come Gheddafi a prendere a cannonate* il suo popolo.

Aspetto che merita una riflessione ? Continua a leggere

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