Archivi del mese: aprile 2013

inshallah

A Michael Moore

Appartenendo con merito alla vastissima categoria dei “brutti”, questa notizia ha quasi il sapore della vendetta: la polizia religiosa (!) di Riad, su ordine della «Commissione per la promozione della virtù e per la prevenzione dei vizi», ha prelevato tre cittadini di Dubai, li ha condotti all’aeroporto più vicino, quindi espulsi dall’Arabia Saudita in quanto colpevoli di essere «troppo belli da far innamorare le donne»

Un “lavoro” che si potrebbe riassumere con: «Eh insomma un poco di decoro, per Allah ! Gli unici stranieri che possiamo ospitare debbono avere almeno gli occhi incavallati, verruche sul naso, calvizie incipiente ed alito pestilenziale (o difetti equipollenti). Che i belli se ne stiano pure a casa loro !»

Appartenendo con merito alla vastissima categoria dei “brutti”, questa notizia ha quasi il sapore della vendetta, ma solo per chi di noi (e confido di non rientrare in tale casistica) appartiene, è affiliato, oppure in qualche modo sostiene la sterminata categoria degli “imbecilli” alla quale mi prendo il diritto di ascrivere d’imperio – senza possibilità di appello – Presidente, Vice-Presidente, Segretario e Consiglieri tutti della predetta Commissione. Continua a leggere

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il ponte

Italo Calvino – nome di battaglia “Santiago” – raccontò la Resistenza anche con un breve testo messo in musica da Sergio Liberovici: “Oltre il ponte”. A mio giudizio un capolavoro
E’ del 1961 e da allora non è difficile sentirla nei “paraggi” del XXV Aprile.

E’ dedicata ad una giovane ragazza che ha avuto la fortuna di non vedere la guerra e mette in luce, oltre la vita dei Partigiani, la difficoltà del racconto di quei giorni («O ragazza dalle guance di pesca/O ragazza dalle guance d’aurora/Io spero che a narrarti riesca/La mia vita all’età che tu hai ora») chiudendosi in una strofa (purtroppo) profetica anche se carica di un’ultima speranza («Ormai tutti han famiglia, hanno figli/Che non sanno la storia di ieri/lo son solo e passeggio tra i tigli/Con te, cara, che allora non c’eri/E vorrei che quei nostri pensieri/Quelle nostre speranze d’allora/Rivivessero in quel che tu speri/O ragazza color dell’aurora.»)

Ora quel “ponte”, quell’idea, non esiste più; per pochi o per molti – poco importa – è sostituito dal giorno di ferie da agganciare al XXV per la gita fuori porta. Non c’è niente di male nel riposarsi, nel fare il giretto con la famiglia è che non son proprio così sicuro che sia ancora vivo, se non proprio lo spirito, almeno il ricordo, meglio, la Memoria del XXV: solo una festa nazionale cui agganciarci, se si presta, una giornata per fare, appunto, il ponte.

Al mio paese – dove per inciso la guerra è finita il 29 di Aprile con una sacca raccontata dai libri di storia ed ancora studiata nell’accademia militare del Brasile – domani oltre il “ponte” ci sarà pure il mercato. Anche in questo caso, sinceramente, nulla di male nel visitare la bancarella dell’hobbista, oppure ad attendere la moglie che controlla dodicimila capi di abbigliamento per poi cortesemente salutare senza acquistare nulla, ma perchè proprio la mattina del XXV ?

Domani mattina, vestito dalla festa, come voleva mia nonna Ribella (un destino nel nome) e con il fazzoletto al collo, porterò il mio omaggio a chi è morto, a chi ha combattuto quei giorni (anche per me, per i mie figli, per questa patria disgraziata) e so già che sarò a disagio nel dover percorrere il corteo in mezzo a venditori ambulanti e bancarelle.

Forse mi arrabbierò nel dover sentire la bella tromba di Paolo intonare il Silenzio, per gli onori ai caduti, in mezzo a un Mercato.
Spero …
Si, spero di avere ancora la forza di arrabbiarmi e di non la sciar spazio alle lacrime per questa ennesima sconfitta

Avevamo vent’anni e oltre il ponte
Oltre il ponte che è in mano nemica
Vedevam l’altra riva, la vita,
Tutto il bene del mondo oltre il ponte.
Tutto il male avevamo di fronte,
Tutto il bene avevamo nel cuore,
A vent’anni la vita è oltre il ponte,
Oltre il fuoco comincia l’Amore.

¡ hasta luego ! G.

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0,72%

«I comunisti si riconoscono dal culo quadrato»
Così ebbe a dire Enrico Berlinguer al suo amico Manuel Vazquez Montalban durante un’intervista. Il culo quadrato – tanto per mettere i puntini sulle “i” – non era dovuto alla passione per la poltrona, ma per le estenuanti riunioni per trovare la quadratura del cerchio.
Era pratica del nucleo dirigente, del comitato centrale, fino alla più piccola sezione (gli iscritti al PCI erano oltre il milione e mezzo)
Era un modo, logorante, ma corretto, di fare democrazia.

Oggi qualcuno ci dice che la democrazia, quella vera con la “D” maiuscola, la si può fare solo attraverso la rete, aggravando questa tesi con sproloqui e maledizioni contro chi crede ancora nella forma partito.

Bene, osservate i numeri qua sotto: sembrano i numeri di una consultazione di un paesone tipo Fidenza, ma invece sono quelli delle cosiddette “Quirinarie”.
Questa, secondo il Grande Timoniere Genovese, caro leader di una formazione con il 25% dei suffragi, sarebbe la nuova “democrazia”.

Un aiuto: il campione corrisponde, decimale più, decimale meno, allo 0,072% degli italiani aventi diritto di voto
e capisco perchè questi dati emergono solo ora …

¡ hasta luego ! G.

I voti espressi sono stati 28.518, così ripartiti:
– Gabanelli Milena Jole: 5.796
– Strada Luigi detto Gino: 4.938
– Rodota Stefano: 4.677
– Zagrebelsky Gustavo: 4.335
– Imposimato Ferdinando: 2.476
– Bonino Emma: 2.200
– Caselli Gian Carlo: 1.761
– Prodi Romano: 1.394
– Fo Dario: 941

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famo de conto

L’immenso Trilussa mise in sonetto analisi e prassi circa la metodologia statistica: se ci viene detto che spetta un pollo ad ognuno di noi, vi è chi non vede neppure una penna e “chi se ne magna due”
Ora, io che non sono grillino, viceversa ancora favorevole al finanziamento pubblico ai partiti (ovviamente rivisto); non necessariamente anti-casta, ma anti-ladri (che hanno un nome un cognome, che rispondono singolarmente e non in base ideologica); che testardamente crede ancora nell’uomo nuovo, in colui che si sente libero e appagato quando lo sono anche gli altri (i prossimi suoi), invito a soppesare queste due notizie di oggi, 19 aprile 2013, che mettono così a dura prova la mia pazienza di “pollastro” da allevamento.

  1. «Una famiglia su tre ormai non porta più i figli dal dentista a causa delle difficoltà economiche legate alla crisi. Nel 2012 le richieste di apparecchi per correggere i denti sono crollate del 40% e circa due milioni di bimbi rischiano danni ai denti. La crisi, dopo avere costretto adulti e anziani a rinunciare a protesi, impianti e dentiere, ora porta quindi anche a trascurare la salute orale dei più piccoli. Oggi 5 milioni di bimbi fra i 5 e i 14 anni avrebbero bisogno di un apparecchio ortodontico.»
  2. «La Guardia di Finanza sta notificando gli avvisi di garanzia nell’ambito dell’inchiesta sull’uso dei fondi pubblici da parte dei gruppi politici della Regione Piemonte. I consiglieri indagati, secondo quanto si apprende, sarebbero 52 su 60 (fatta la media? nda)
    Peculato, finanziamento illecito dei partiti e truffa le accuse ipotizzate a vario titolo. Tutti i gruppi politici del Consiglio regionale del Piemonte, compreso il Movimento 5 Stelle e l’Italia dei Valori, sarebbero quindi interessati dall’inchiesta della Procura di Torino coordinata dal procuratore aggiunto Andrea Beconi e condotta dai sostituti procuratore Giancarlo Avenati Bassi e Enrica Gabetta.

Posso sbagliare, però mi pare di aver capito chi se magna er pollo e chi no

¡ Ve saluto ! G.

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memoria (rettifica e conclusione)

Come ricordavo ieri notte, l’incazzatura dovrebbe avere poteri curativi per il muscolo cardiaco; una sorta di “cardiospirina” naturale.
Non credo esista bugiardino, quindi non sono in grado di aggiornarvi su possibili effetti indesiderati, posso dire solo quello che capita me.

Quando l’incazzatura è enorme – come nel caso di ieri sera – mi si obnubila la “vista” e diverse cose – se scrivo – mi restano nella penna.
Il caso di ieri sera è piuttosto lampante ed è racchiuso nella frase: «Sarà che sono di Parma e i fascisti li conosciamo fin dall’agosto del ’22»

Quella Parma, ma soprattutto quegli eroici abitanti fatti di tanti Guido Picelli, Dante Gorreri, Giacomo Ferrari … Continua a leggere

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