Archivi del mese: dicembre 2008

OTTIMISMO !

Ocse, i dissoccupati nel mondo potrebbero aumentare di 25 milioni entro il 2010

Da oggi al 2010 il numero dei disoccupati in tutto il mondo potrebbe aumentare di 20-25 milioni a causa delle crisi economica. Lo ha dichiarato il segretario generale dell’Ocse, Angel Gurria, alla radio francese Bfm: «Rischiamo di perdere tra gli 8 e i 10 milioni di posti di lavoro nei paesi avanzati e tra i 20 e i 25 milioni nel mondo, tra oggi e il 2010», ha spiegato Angel Gurria, secondo il quale il settore più colpito sarà soprattutto quello dell’edilizia, le cui attività «si sono fermate in modo brutale».
Angel Gurria ha chiesto ai paesi europei di riconsiderare l’entità dei propri piani di stimolo all’economia, tenendo presenti quelli nettamente più pesanti varati da Cina, Giappone e Stati Uniti.

All togheter now !!!
Dashing through the snow
In a one horse open sleigh
O’er the fields we go
Laughing all the way
Bells on bob tails ring
Making spirits bright
What fun it is to laugh and sing
A sleighing song tonight

Oh, jingle bells, jingle bells
Jingle all the way
Oh, what fun it is to ride
In a one horse open sleigh
Jingle bells, jingle bells
Jingle all the way
Oh, what fun it is to ride
In a one horse open sleigh

A day or two ago
I thought I’d take a ride
And soon Miss Fanny Bright
Was seated by my side
The horse was lean and lank
Misfortune seemed his lot
We got into a drifted bank
And then we got upsot

Oh, jingle bells, jingle bells
Jingle all the way
Oh, what fun it is to ride
In a one horse open sleigh
Jingle bells, jingle bells
Jingle all the way
Oh, what fun it is to ride
In a one horse open sleigh yeah !!!

Lascia un commento

Archiviato in Notizie e politica

la ballata del Pinelli

Quella sera a Milano era caldo
Ma che caldo che caldo faceva
Brigadiere apra un po’ la finestra
E ad un tratto Pinelli cascò.

"Commissario io gliel’ho già detto
Le ripeto che sono innocente
Anarchia non vuol dire bombe
Ma eguaglianza nella libertà."

"Poche storie indiziato Pinelli
Il tuo amico Valpreda ha parlato
Lui è l’autore di questo attentato
E il suo socio sappiamo sei tu"

"Impossibile" – grida Pinelli –
"Un compagno non può averlo fatto
Tra i padroni bisogna cercare
Chi le bombe ha fatto scoppiar.

Altre bombe verranno gettate
Per fermare la lotta di classe
I padroni e i burocrati sanno
Che non siam più disposti a trattar"

"Ora basta indiziato Pinelli"
– Calabresi nervoso gridava –
"Tu Lo Grano apri un po’ la finestra
Quattro piani son duri da far."

In dicembre a Milano era caldo
Ma che caldo che caldo faceva
È bastato aprir la finestra
Una spinta e Pinelli cascò.

Dopo giorni eravamo in tremila
In tremila al tuo funerale
E nessuno può dimenticare
Quel che accanto alla bara giurò.

Ti hanno ucciso spezzandoti il collo
Sei caduto ed eri già morto
Calabresi ritorna in ufficio
Però adesso non è più tranquillo.

Ti hanno ucciso per farti tacere
Perché avevi capito l’inganno
Ora dormi, non puoi più parlare,
Ma i compagni ti vendicheranno.

"Progressisti" e recuperatori
Noi sputiamo sui vostri discorsi
Per Valpreda Pinelli e noi tutti
C’è soltanto una cosa da far.

Gli operai nelle fabbriche e fuori
Stan firmando la vostra condanna
Il potere comincia a tremare
La giustizia sarà giudicata.

Calabresi con Guida il fascista
Si ricordi che gli anni son lunghi
Prima o poi qualche cosa succede
Che il Pinelli farà ricordar.

Quella sera a Milano era caldo
Ma che caldo che caldo faceva
Brigadiere apra un po’ la finestra
E ad un tratto Pinelli cascò.

Lascia un commento

Archiviato in Musica

Din Don, Buon Natale

molti mi conoscon solo come Frankie
non mi piace quando me l’abbrevi in Frankie Hi
molto meglio se mi chiami Frankie hi-nrg
anche se il mio nome intero è Frankie hi-nrg mc
mi sembrava solo ieri, ma Natale è già qui
con le renne appollaiate a tutti gli angoli
le finestre da cui penzolano a grappoli
le cordate di pupazzi tipo C.A.I.
ogni giorno c’è un servizio almeno in ogni tg
su chi l’abete ce l’ha vero e chi ce l’ha in P.V.C.
su chi il presepe no, chi il presepe si,
chi lo vuole in plastica e invece in biscuit
condomini di pandoro e crema chantilly
per chi ama il panettone ed odia i canditi
e nel dilemma cin-cin Made in Italy
lo spumante nazionale per il brindisi

din don buon natale din don sempre uguale
din don è un natale un po’ troppo materiale
din don buon natale din don sempre uguale
din don di sto’ natele già ricorre il ventennale
din don buon natale din don sempre uguale
din don più che un natale è una vendetta trasversale
din don buon natale din don sempre uguale
din don buon natale buon natale din don

c’è lo gnomo col toupet tenuto col vinavil
che ci spinge a fare acquisti per far crescere il PIL
e spinge notte e dì dalle sue tv
LCD full HD 70 pollici
ci vorrebbero più medi e meno indici
ma già il natale è già alle porte e quindi amiamoci
così saremo come in un film:
quelli con Babbo Natale a New York City.
tutti gli anni è così, almeno quindici,
con la vecchia storia dei regali utili
cavatappi di titanio o infusi etnici
o bottiglie e paglia dentro a un cesto di vimini
sono solo alcuni crimini che danno i brividi
perfino a brutti ceffi come Frankie hi-nrg
che quest’anno fa il regalo ad Emergency
per far crescere il Prodotto Interno ai deboli
e quindi spicciati e caccia i piccioli
almeno quanto costa quel cavaturaccioli
e clicca il sito qui:
emergency.it
e buon natale anche a chi non vuole crederci

din don buon natale din don sempre uguale
din don è un natale un po’ troppo materiale
din don buon natale din don sempre uguale
din don di sto’ natele già ricorre il ventennale
din don buon natale din don sempre uguale
din don più che un natale è una vendetta trasversale
din don buon natale din don sempre uguale
din don buon natale buon natale din don

din don buon natale buon natale din don
din don buon a chi ci sta ascoltando in radio
din don buon natale din don buon natale
din don buon a chi sta guardando il video
din don buon natale din don buon natale
din don a chi ha perso lo stipendio
din don buon natale din don buon natale
din don buon a chi ha donato dei dindini ad emergency

 che non fa rima, ma fa tanto

 

Lascia un commento

Archiviato in Musica

Si tratta, per così dire, di fatti non molto noti

Ogni giorno, leggendo i giornali, assisto a una lezione di storia. I giornali mi insegnano con ciò che dicono e con ciò che non dicono. La storia è un paradosso errante. È la contraddizione a farla muovere. Forse per questo i suoi silenzi dicono più delle sue parole e spesso le sue parole rivelano, mentendo, la verità. Di qui a poco sarà pubblicato un mio libro, che si chiama «Specchi». È una specie di storia universale, e scusate se è poco. «Io posso resistere a qualsiasi cosa, meno alla tentazione», diceva Oscar Wilde, e confesso di aver ceduto alla tentazione di raccontare alcuni episodi dell’avventura umana nel mondo, dal punto di vista di coloro che non compaiono nella foto. Si tratta, per così dire, di fatti non molto noti.
Ne riassumo qui alcuni, solo alcuni.
Eduardo Galeano
 
LUOGHI
Quando furono cacciati dal Paradiso, Adamo ed Eva si trasferirono in Africa, non a Parigi.
Qualche tempo dopo, quando ormai i loro figli si erano sparpagliati per le strade del mondo, venne inventata la scrittura. In Iraq, non in Texas.
Anche l’algebra venne inventata in Iraq. La fondò Mohamed al-Jwarizmi, mille duecento anni fa, e la parola algoritmo deriva dal suo nome.
I nomi di solito non coincidono con ciò che denominano. Nel British Museum, tanto per fare un esempio, le sculture del Partenone si chiamano «statue de Elgin», ma sono statue di Fidia. Elgin era l’inglese che le vendette al museo.
Le tre novità che resero possibile il Rinascimento europeo, la bussola, la polvere da sparo e la stampa, erano state inventate dai cinesi, che inventarono anche quasi tutto quello che l’Europa ha re-inventato.
Gli indù avevano capito prima di tutti che la terra era rotonda e i Maya avevano creato il calendario più preciso di tutti i tempi.
ORDINI
Nel 1493, il Vaticano regalò l’America alla Spagna e fece dono dell’Africa nera al Portogallo, «affinché le nazioni barbare siano ricondotte alla fede cattolica». A quel tempo, l’America aveva un numero di abitanti quindici volte più grande di quello della Spagna e l’Africa nera cento volte più grande di quello del Portogallo.
Così come aveva ordinato il Papa, le nazioni barbare furono ricondotte…eccome.
ACQUA
Tenochtitlán, il centro dell’impero azteca, era d’acqua. Hernán Cortés demolì la città, fino all’ultima pietra, e con le macerie coprì i canali dove navigavano duecentomila canoe. Questa fu la prima guerra dell’acqua in America. Adesso Tenochtitlán si chiama Città del Messico. Dove scorreva l’acqua, corrono le automobili.
NOMI
Il monumento più alto dell’Argentina era stato innalzato in omaggio al generale Roca, che nel XIX secolo aveva sterminato gli indios della Patagonia. Il viale più lungo dell’Uruguay porta il nome del generale Rivera, che nel XIX secolo aveva sterminato gli ultimi indios charrúas.
LIBERTÁ
John Locke, il filosofo della libertà, era azionista della Royal Africa Company, che comprava e vendeva schiavi.
Agli albori del diciottesimo secolo, il primo dei borboni, Filippo V, inaugurò il suo regno firmando un contratto con suo cugino, il re di Francia, affinché la Compagnie de Guinée vendesse neri in America. A ognuno dei due spettava un 25 per cento dei guadagni.
Nomi di alcune navi negriere: Voltaire, Rousseau, Gesù, Speranza, Uguaglianza, Amicizia.
Due dei Padri Fondatori degli Stati Uniti svanirono nella nebbia della storia ufficiale. Nessuno ricorda Robert Carter o Gouverner Morris. L’amnesia fu la ricompensa per i loro atti. Carter fu l’unico sostenitore dell’indipendenza che liberò i suoi schiavi. Morris, redattore della Costituzione, si oppose alla clausola secondo la quale uno schiavo equivaleva ai tre quinti di una persona.
«La nascita di una nazione», la prima superproduzione di Hollywood, venne proiettata per la prima volta nel 1915 alla Casa Bianca. Il presidente, Woodrow Wilson, la applaudì in piedi. Lui era l’autore dei testi del film, un canto razzista inneggiante al Ku Klux Klan.
DATE
Dall’anno 1234 e per i sette secoli successivi la Chiesa Cattolica proibì che le donne cantassero nei templi. Le loro voci erano impure, per quella storia di Eva e del peccato originale.
Nell’anno 1783 il re di Spagna decretò che non erano disonorevoli i lavori manuali, i cosiddetti «mestieri umili», che fino ad allora avevano determinato la perdita della nobiltà.
Fino all’anno 1986 nelle scuole dell’Inghilterra era legale il castigo dei bambini con cinghie, verghe e bacchette.
DIRITTI
In nome della libertà, dell’uguaglianza e della fratellanza, la rivoluzione Francese proclamò nel 1793 la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino. Allora, la militante rivoluzionaria Olympia de Gouges propose la Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina. La ghigliottina le tagliò la testa.
Mezzo secolo dopo, un altro governo rivoluzionario, durante la Prima Comune di Parigi, proclamò il suffragio universale. Allo stesso tempo, negò il diritto di voto alle donne per unanimità meno uno: 899 voti contrari, uno a favore.
1500 ANNI FA
L’imperatrice cristiana Teodora non disse mai di essere rivoluzionaria, né nulla di simile. Ma mille cinquecento anni fa l’impero bizantino fu, grazie a lei, il primo luogo al mondo dove l’aborto e il divorzio furono diritti delle donne.
LIBERO COMMERCIO
Il generale Ulises Grant, vincitore nella guerra del nord industriale contro il sud schiavista fu poi presidente degli Stati Uniti. Nel 1875, rispondendo alle pressioni britanniche, rispose: «fra duecento anni, quando avremo ottenuto dal protezionismo tutto quello che ci può offrire, anche noi adotteremo il libero commercio». Così, nell’anno 2075, la nazione più protezionista del mondo adotterà il libero commercio.
LA REGINA
Lootie, «Piccolo bottino», fu il primo cane pechinese a giungere in Europa. Arrivò a Londra nel 1860. Gli inglesi lo battezzarono così perché faceva parte del bottino strappato alla Cina, alla fine delle due lunghe guerre dell’oppio.
Vittoria, la regina del narcotraffico, aveva imposto l’oppio a cannonate. La Cina fu trasformata in una nazione di drogati, in nome della libertà, la libertà del commercio.
DEBITI
In nome della libertà, la libertà del commercio, il Paraguay fu distrutto nel 1870. Dopo una guerra di cinque anni, questo paese, l’unico paese delle Americhe che non doveva un centesimo a nessuno, inaugurò il suo debito estero. Alle sue fumanti rovine giunse, da Londra, il primo prestito. Fu destinato per pagare un enorme indennizzo al Brasile, all’Argentina e all’Uruguay. Il Paese assassinato pagò ai paesi assassini lo sforzo che avevano fatto per assassinarlo.
PECCATI
Anche Haiti pagò un enorme indennizzo. Da quando nel 1804 aveva conquistato la sua indipendenza, la nuova nazione distrutta per un secolo e mezzo dovette pagare alla Francia una fortuna per espiare il peccato della sua libertà.
DIRITTI UMANI
Le grandi imprese negli Stati Uniti godono dei diritti umani. Nel 1886 la Suprema Corte di Giustizia estese i diritti umani alle corporazioni private ed è ancora così.
Pochi anni dopo, in difesa dei diritti umani delle loro imprese, gli Stati Uniti invasero dieci paesi, in diversi mari del mondo.
Allora Mark Twain, dirigente della Lega Antimperialista, propose una nuova bandiera, con piccoli teschi al posto delle stelle, e un altro scrittore, Ambrose Bierce, ebbe a sentenziare: «La guerra è il cammino scelto da Dio per insegnarci la geografia».
MESSA A PUNTO
I campi di concentramento nacquero in Africa. Gli inglesi iniziarono l’esperimento e i tedeschi lo misero a punto. Hermann Göring applicò in Germania il modello che il suo papà aveva sperimentato, nel 1904, in Namibia. I maestri di Joseph Mengele avevano studiato, nel campo di concentramento della Namibia, l’anatomia delle razze inferiori. I cobayos erano tutti neri.
SPORT
Nel 1936, il Comitato Olimpico Internazionale non tollerava insolenze. Nelle Olimpiadi del 1936, organizzate da Hitler, la squadra di calcio del Perù sconfisse per 4 a 2 quella dell’Austria, il paese natale del Führer. Il Comitato Olimpico annullò la partita.
AMICI DEGLI AMICI
A Hitler non mancarono amici. La Fondazione Rockefeller finanziò ricerche razziali e razziste della medicina nazi. La Coca-Cola inventò la Fanta, in piena guerra, per il mercato tedesco. L’Ibm rese possibile l’identificazione e la classificazione degli ebrei e questa fu la prima applicazione su vasta scala del sistema delle schede perforate.
STATE BUONI
Nel 1953 scoppiò la protesta operaia nella Germania comunista. I lavoratori occuparono le strade e i carri armati tedeschi si incaricarono di farli star zitti. Allora Bertold Brecht propose: «Non sarebbe più facile che il governo sciogliesse il popolo e ne scegliesse un altro?»
STORIA
Operazione marketing. L’opinione pubblica è il target. Le guerre si vendono mentendo, così come si vendono le automobili.
Nel 1964 gli Stati Uniti invasero il Vietnam, perché il Vietnam aveva attaccato due navi degli Stati Uniti nel golfo di Tonchino. Quando la guerra aveva già fatto fuori un sacco di vietnamiti, il ministro della Difesa, Robert McNamara, ammise che l’attacco di Tonchino non c’era mai stato. Quarant’anni dopo, la storia si è ripetuta in Iraq.
POETI
Migliaia di anni prima che l’invasione nordamericana portasse la Civiltà in Iraq, in quella terra barbara era nato il primo poeta d’amore della storia universale. In lingua sumera, scritto sull’argilla, il poeta narrò l’incontro di una dea e di un pastore. Inanna, la dea, quella notte amò come se fosse mortale. Damuzi, il pastore, quella notte fu immortale.
PARADOSSI
Paradossi erranti, paradossi intriganti: l’Aleijandinho, l’uomo più brutto del Brasile, creò le più belle sculture dell’era coloniale americana; Il libro di viaggi di Marco Polo, avventura della libertà, fu scritto nel carcere di Genova; Don Chisciotte della Mancia, altra avventura della libertà, nacque nel carcere di Siviglia; Furono dei nipoti degli schiavi neri a creare il jazz, la più libera delle musiche; Uno dei migliori chitarristi jazz, il gitano Django Reinhardt, aveva solo due dita nella mano sinistra; Non aveva mani Grimod de la Reynière, il grande maestro della cucina francese. Scriveva, cucinava e mangiava con un uncino.
 

Lascia un commento

Archiviato in Libri, Memoria

Ma che ce frega, ma che ce ‘mporta…

Ve sto a mmannà na riflessione piccola, piccola, de quelle che te pòi anche dimenticà dopo averla letta, che tanto «a noi che ce frega …»

 
Se sta a parla de la pensione de e donne: se la si deve tirà su, se la si deve tirà giù …
 
Er segretario da Uilm (li metarmeccanici de Angeletti, quelo che cià a fronte arta, ma tanto arta, che nun è pelato, no jè troppo intelliggente) jà detto che seppò ragionà de mandà in pensione a sessantacinque anni le donne. Io me auguro che je vada solo una, su moje.
Con l’agravante – se seppò di – daver fatto armeno quarantannì de fabbrica e magari de turni.
 
Ma vabbè, tanto vojo parlà de altro.
Io vojo parlà de Uolter e der suo partito.
Come Uolter chi  ?
 
Se nun lo conoscete vor di che nun siete per nulla amici de Mario Mericoni: quelo che jè piaceva tanto le cose ‘mericane chesse voleva trasferì a Kansas City. Uolter è come er grande Arbertone in quel film, Uolter è «er Vartere» de no jartri. E’ quer ber ragazzetto che sta scrivve libri, che anche alui je piacciono tanto le cose ‘mericane: er loft, Obama, i kenedi, jndiani e i cauboi … aò tutto quelo a stelle e striscie jè sta bène !
 
Ar ragazzetto je piace pure fa politica e la fa (je pare a lui) con passione.
Per esempio: all’arba de a crisi peggiore dar ’29 lui ‘n do stava ?
A NiuIorc a comprà l’appartamento a la fija che devve annà a studia in america (te pareva?).
Quanno la crisi comincia a farsi brutta pe davero, che tutti se chiedono «ma Vartere ‘n do cazzo sta ???» 
Sta a presentà er novo romanzo a SentralParc (e daje)
 
Er bello è che per tutto er mondo vabbene così … er leader der (nuovo) partito se deve pur distrarre, porello …
 
Per esempio ieri ‘n do stava er ragazzetto ?
Come sta a raccontà ‘a sora Concita su L’Unita (de Gramsci !!! Dio, L’Unità de GRAMSCI !!! Ve possino squoià tutti … da Latoré cor fojetto ar Baffo de Fero !!! Tutti !!!)  sta affà er party con jamici soi, quelli de "faisbuc" (er più granne sito ueb de fighetti …mica come questo !) che poi jà offerto er rinfresco, dove tutti insieme stanno ‘ascortà Sprinstin (mica li borgatari de jamici nostri de la Banda Bassotti. Eh nno è … qui se ascorta Er Bos che – aridajè – è ‘mericano !!!), che se stanno a bbève a’ cocacola  e se sta a cazzeggià e a cantà ‘n’iglese «Ma che ce frega, ma che ce ‘mporta…» (e se sta pure a spiegà perche sto a usà er romanesco)
Intanto che la festa sta a partì (leggeteve L’Unità per er racconto de a festa, e purtroppo non sto a scherzà) la sora Vittoria (Franco) che sta affà er ministro ombra pe e Pari Opportunitá der Piddì in una lettera aperta ar nano – no, non berlusconi, l’artro quelo co a chioma sua che sta alla funzione pubbrica – jè dice in sorstanza che cià rrraggione, che le donne itajane dovranno lavorà armeno come j’ometti prima d’annarsene ‘n pensione.
 
No, ragà, io lo so che non sò Ferrara, vojo di, non so super intellllllligente come er direttò, ma le cose qui so ddue:
  • o er Ragazzetto ce fa – e con la scusa de "faisbuc" manna avanti la sora Vittoria, che con tre legislature er problema della pensione sua là già risorto – pe spiegà che c’ha ragione Brunetta (che guardampò ormai me stanno a piacè sempre più le bbionde!!)
  • o er Ragazzetto nun ce fa proprio e qui l’opposizio a sto governo de impuniti ‘n ja fa NESSUNO

 

Io lò già detto non so intelligente, ma vojo capì, te possino, vojo capì e me piacerebbe senti le donne che l’urtima vorta sono annate votà cor dubbio der voto utile (ma utile a chi fateme capì ??); quelo per cui se nun lo davì a er Vartere aiutavi er nano or fascistello affà le cose che poi adesso stanno affà, senza che nessuno se stia ‘incazza, e grazie a sto cazzo de dubbio con la matitella linda, linda, sono andate ‘affà la  crocetta pe er Piddi de Uolter, Vartere, Walter  … e de li mortaccci de Pippo !
a DONNE …. vanno ‘ngannà !!!
Ce stanno a ‘ngannà tutti, cè stanno a frega er futuro nostro e di nostri fiji !!!
 
Ma mo me vojo scusa …
Nun è che vojo far imparà a vojartri come gira er mondo e che m’encazzo, tutto li
Ma poi ognuno padrone de casa sua …
Che io in fondo nun vo detto gnente de novo
Sono cose che se sapevano già …
 
Ve saluto, aò,
che addesso provo a vedè se cor mio sito ueb riesco pur io a fa er party co jamici miei.
Sarò sbajato, e fòri moda saranno jìamici mei
ma se ce riesco a trovà lo spazio
ce raduniamo tutti ….
i cinquantamila der gruppo da Fiat che pe Natà se devono arrangià sono i primi amici miei che vojono venì !
 
A Vartere, non so se cianno "faisbuc", jè o chiedo, ma stamme a sentì …
de questi tempi – so sicuro – vojono solo lavorà
Zoro

Lascia un commento

Archiviato in Notizie e politica