Archivi del mese: marzo 2010

A Nicola Arigliano (6/12/23 – 31/03/10)

20 km al giorno
10 all’andata
10 al ritorno
20 km al giorno
per poi sentirmi dire che
non hai voglia di uscire
20 km al giorno
polvere e sole
andata e ritorno
20 km al giorno
per poi sentirmi dire che
non mi vuoi piu’ vedere
avevo le scarpe pulite
e la camicia
fresca di bucato
un mazzo di fiori di prato
ma tutto e’ andato sprecato
a 20 km al giorno
breve l’andata
lungo il ritorno
20 km al giorno
per poi tornare a casa e
non pensare che a te
avevo le scarpe pulite
e la camicia
fresca di bucato
un mazzo di fiori di prato
ma tutto e’ andato sprecato
20 km al giorno
10 all’andata
10 al ritorno
20 km al giorno
per poi tornare a casa e
non pensare che a te
la la la la la la la la
 
ciao Nicò

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fine delle trasmissioni

Il segretario del Pd – ill.mo dott. On. Pier Luigi Bersani – alcuni giorni or sono si lanciava nella previsione che – a seguito delle elezioni regionali – vi fosse un bel cambiamento d’aria, quindi si azzardava nel dire che questi risultati avrebbero scritto una bella letterina al governo.
 
Io penso che deve essere la carica: da quando uno diventa segretario di questa associazione (partito non si usa più e forse, visto come sono combinati, è anche giusto così) non ne imbrocca più una, peggio di Nostradamus.
Ho paura, quindi, che a seguito dell’ENNESIMA legnata ricevuta (almeno così la giudico io, non so voi) invece di spedirla – la letterina – ci toccherà ricevere una nuova, bella, cartolina dal governo di Banana.
Eh va pur là ..
 
Oh Dio, non è che bisogna proprio essere segretario nazionale dell’associazione per fare la figura di novello indovino: Claudio Burlando – riconfermato governatore della Liguria – nella prima intervista rilasciata, si è permesso il lusso di affermare che la sua regione è da sempre termometro nazionale, affermando che: «… se si vince qui, si vince in tutta Italia !».
Detto, fatto !
 
Questa volta il buon Claudio deve avere utilizzato un termometro rettale, perchè nel momento in cui dava fiato alle trombe, si assisteva in diretta al tracollo piemontese e laziale. Credete, per uno che pochi istanti prima aveva visto le percentuali disastrose di Veneto e Calabria, il desiderio di capacitarsi se Burlando fosse nel pieno delle sue facoltà psico-fisiche diventava impellente necessità. 
 
Ma torniamo alla cartolina. 
Non so con precisione cosa ci sarà scritto, non so se si farà riferimento al FEDERALISMOOOOO, PERCHE’ IL FEDERALISMOOOOO, NOI VOGLIAMO IL FEDERALISMOOOOO  – ed alle solite variazioni sul tema, ovviamente condite da elmi con le corna, drudi, ronde contro i negher … – oppure se verrà finalmente estirpato il vero problema che affligge da sempre 60 milioni di italiani: le intercettazioni telefoniche.
Più facilmente troveremo scritto: «E ADESSO FACCIAMO QUEL CAZZO CHE CI PARE, GRAZIE» e credo che le potenzialità per rispondere: «piano un momento … !» siano veramente utopistiche.
 
  1. D’accordo ci sono sempre i Comunisti (numericamente inferiori agli eredi delle tribù Sioux e Cheyenne in america, con la vergognosa aggravante di esserci sterminati da soli ! ma se riusciamo a convincere i compagni Navajo ritorniamo partito di massa, forse  …. Ma va a cagher !!!);
  2. D’accordo c’è sempre il PD (un partito, pardon, una associazione di strateghi che voleva far fuori l’unico candidato che si è dimostrato capace di vincere in una regione non storicamente a sx come Emilia, Toscana … dimostrazione di un Q.I. sopra la media !!);
  3. D’accordo c’è sempre SeL (che van bene tutti, che andiamo d’accordo con tutti, che noi non siamo settari, basta che non sia la falce e il martello e soprattutto che chi viene la pensi sempre come noi !);
  4. D’accordo c’è sempre IdV («Tutti gli altri sono merde !»);
  5. D’accordo c’è sempre il Movimento a 5 Stelle (li vedremo all’opera, anche se, forse, mi stanno sui maroni perchè loro, solo loro, loro si, sono ganzi, sono in Internet, vanno con le mailing list, ma non mandano spam, perchè usano i blog … sono talmente convinti che poi li voglio alle prese con una lista d’attesa per un ospedale regionale. Ma forse, per capire, basterà aspettare il/un loro congresso, posto che sia previsto nel blog … );
  6. D’accordo, forse possiamo contare su Casini e le API di Rutelli e Tabacci (AAAAAARRRRRRGGGGGGH !!!!!!!!!!!!! NO, ANCHE QUESTO NO !!!!!!!!!!!!!!!!!)
  7. D’accordo …
ma d’accordo un cazzo.
 
Per quanto qualcuno si ostini a farvi credere che questo risultato è un bicchiere mezzo pieno, vi comunico che siamo alla fine delle trasmissioni.
Se proprio di questi tempi il popolo “itaglianico”, gobbo per natura a furia di essere servile con il padrone, non è stato capace di uno scatto di orgoglio, trincerandosi dietro l’astensionismo (1 su 3 !!! ma, votare, non è anche un dovere ???) evidentemente ci MERITIAMO Banana, compresi nani e ballerine, pardon i Cicchitto ed i Millioni,  del suo barnum.
 
Dite di no, che c’è ancora speranza ?
Può darsi, speranza deve esserci sempre, ma attenzione, ci dobbiamo intendere.
Mercedes Bresso ha proposto, nel caso del Piemonte, di ricontare le schede, sperando così di capovolgere il risultato. Che tristezza …
Io la  vedo come quella ragazza di Mirafiori che a Bresso e Bersani rivolgeva polemicamente l’invito ad interessarsi degli operai anche lontano dalle tornate elettorali.
Seguissero questo consiglio, tutti, forse si tornerebbe a parlare di speranza
G.
 

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che cossé l’amor

Che cos’è l’Amor
chiedilo al vento
che sferza il suo lamento sulla ghiaia
del viale del tramonto
all’ amaca gelata
che ha perso il suo gazebo
guaire alla stagione andata all’ombra
del lampione san soucì
 
che cos’è l’amor
chiedilo alla porta
alla guardarobiera nera
e al suo romanzo rosa
che sfoglia senza posa
al saluto riverente
del peruviano dondolante
che china il capo al lustro
della settima Polàr
 
Ahi, permette signorina
sono il re della cantina
volteggio tutto crocco
sotto i lumi
dell’arco di San Rocco
ma s’appoggi pure volentieri
fino all’alba livida di bruma
che ci asciuga e ci consuma
 
che cos’è l’amor
è un sasso nella scarpa
che punge il passo lento di bolero
con l’amazzone straniera
stringere per finta
un’estranea cavaliera
è il rito di ogni sera
perso al caldo del pois di san soucì
 
Che cos’è l’amor
è quello che rimane
da spartirsi e litigarsi nel setaccio
della penultima ora
qualche Estèr da Ravarino
mi permetto di salvare
al suo destino
dalla roulotte ghiacciata
degli immigrati accesi
della banda san soucì
 
Ahi, permette signorina
sono il re della cantina
vampiro nella vigna
sottrattor nella cucina
Son monarca son boemio
se questa è la miseria
mi ci tuffo
con dignità da rey
Ahi, permette signorina
sono il re della cantina
volteggio tutto crocco
sotto i lumi dell’arco di San Rocco
Son monarca son boemio
se questa è la miseria
mi ci tuffo
con dignità da rey!
 
Vinicio Capossela,  1994

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Tette e idioti

Ah Parmà, mon petit Paris …
 
Il tribunale civile di Parma – di questi giorni – ha un diavolo per capello: in sede di separazione Lui (37 anni) ha chiesto a Lei (36 anni) – meglio alla futura ex Lei – il rimborso per il seno rifatto: termine tecnico mastoplastica
Davanti al Giudice – il Lui, che si appresta egli stesso a diventare ex – ha riferito che ai tempi d’oro, quando i due si AMAVANO ben inteso, per fare un regalo al suo grande Amòr, gli ha regalato due belle tettone di plastica. 
To là, cojionädi !
 
Il coglionazzo, in punta di diritto, ha motivato al Giudice la richiesta di rimborso, affermando che ora che tra i due “l’Ammmmòre”  è svanito, non potrà più trarre beneficio (!!!) da questo intervento estetico, che comunque ha pagato: «Sior Giudice, ora non ne potrò più godere !»
Ricordo che stiamo sempre parlando di plastica e … danaro.
 
Di per sè, una notizia così imbecille, non avrebbe bisogno di commenti, se non fosse che la reazione della “Mujera”, dettasi pronta a rimborsare la metà del costo dell’intervento di chirurgia estetica, mi ha fatto balenare l’idea per un altro finale.
 
E se la “Mujera” fosse stata un poco meno accondiscendente alle richieste dell’ormai ex marito e avesse pensato di presentare il conto come una “Jineteras” – cioè come di fatto viene considerata sempre dall’idiota che non potrà più godere delle sue tette di plastica – con tanto di riscontri cronologici; ma ci pensate che bella causa ci sarebbe saltata fuori ?
Roba da annali della giurisprudenza !
 
«Allora Sior Giudice, dopo l’intervento, le tette effettivamente sono venute niente male,  il signore mi veniva sempre accanto, procurandomi alle volte anche fastidio. Sono quindi a chiedere il rimborso di quelle prestazioni – tutt’altro che reciproche – sostenute solo per dovere matrimoniale.
Segue elenco:
 
12/06/07 Ore 23,15 Fellattio in greto torrente Baganza dopo cena con amici. Quantificabile in 35,00 €
15/07/07 Ore 18.17 Sveltina in garage dopo rientro ufficio. Quantificabile in 20,00 € (Sior giudice una tale tristezza ….)
23/07/07 Ore 14.15 …. …… »
 
Mi domando solo perchè non l’ha fatto: evidentemente è la più intelligente dei due, anche se sposare un tale demente dovrebbe risultare un’aggravante.
Confidando nell’erogazione dell’ergastolo per il demente – per la cura della stupidità propendo per il codice penale – Vi saluto, ben lieto di comprare ancora i fiori alla mia “ragasuola
G.
 

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App.to Pigiapolpi Marcelllo, comandi !

Ieri o avanti ieri, Banana, si è lamentato di abitare nell’unico posto al modo dove vengono intercettate le telefonate del presidente del consiglio dei ministri.

Sia detto chiaramente: ha ragione

Cambiando il punto di vista, però,  si può dire che tutto il resto del mondo è decisamente contento non avere un primo ministro come Banana, e la maggioranza di questi (gli uomini) con suntuosa grattata di maroni esorcizzano la disgraziata ipotesi di vedersi un giorno governati dal Nostro.

 

Quindi riassumendo possiamo dire che Banana e la sua utenza telefonica, han ragione, come sempre; il resto del mondo è fortunato; mentre sfiga per noi che siamo italiani a lo abbiamo pure votato.

 

Quanto al voto, trascuro per carità di patria, ma circa il telefono, se vogliamo essere precisi,  non è proprio così. Cavilli, d’accordo, ma tant’è ….

Ora, Banana, sbraita, ma non è il suo, di telefono, sotto intercettazione, è quello di altri, per cui, se il Nostro smettesse di telefonare a delinquenti e protettori, con utenze intercettate, mo guarda mò te che sfiga ! delle altre telefonate non si saprebbe nulla. Quindi che Banana cambiasse compagnie, almeno !

Ma lui, no, lui non la ca-pi-sce. ! ( "Noi tireremo dritto!"  … e mi ricorda qualcosa di sinistro)

 

Al di la delle rimostranze del grande capo, sarebbe però opportuno tenere in considerazione anche un altro aspetto, non trascurabile, della vicenda. Oberato dal lavoro – Banana è sempre al telefono con Dell’Utri, Tarantini, Innocenzi, Saccà …. – l’appuntato Pigiapolpi Marcello, del Reparto Intercettazioni del comando di Roma, onestamente non ne può proprio più !

 

I colleghi ormai, quando sentono la voce di Banana al telefono, con la scusa che Pigiapolpi è divenuto un esperto nell’interpretazione di battute e barzelle del noto gagà, gli girano sempre la telefonata.

Sai te che pizza !

 

L’appuntato ormai è esaurito: ha provato addirittura a buttarsi in malattia (da tempo ormai è sotto terapia antidepressiva), ma all’infermeria del comando gli hanno risposto con il motto della beneamata: usi obbedir tacendo e tacendo morir.

I “carabani” son sempre “carabani”.

 

Adesso non sono qua a dirvi che ha ragione Banana, l’infermeria, i "carabani" … ma immaginatevi questo povero cristo, che negli anni migliori, quando Mangano “lavorava” ancora in stalla a Villa Certosa, si impegnava al massimo perché le ipotesi di reato erano di una certa rilevanza, c’era uno spiraglio per fare carriera. Adesso invece è tutto preso a sentire di Santoro, la Noemi, e le veline di Saccà, e il Barbarossa di Bossi !

E’ tutto un "puttanamento" che non porta da nessuna parte.

 

L’unica cosa certa è che adesso è diventato un esperto clamoroso di tutti i palinsesti televisivi. Orari dei Tg, Fasce orarie dei varietà, Jerry Scotti da una parte, Carlo Conti dall’altra …. tutto! Per dire, le redazioni chiamano lui per pubblicare i programmi tv sui giornali. Non potrebbe farlo, ma quando ha scoperto in intercettazione, che gli spostavano il telefilm preferito (Banana ha interpellato in Innocenzi per mandare uno speciale sulla polenta taragna in Valtellina; sempre per tenere calmo quello scassacazzi del Bossi) ha cominciato a sbroccare.

Per non parlare dello stress coniugale che gli hanno provocato certe telefonate piccanti di Banana.

Tutto il santo giorno a sentir parlare di escort, di tirare su il morale del capo, di lettoni di Putin, dell’autoerotismo della D’Addario … che insomma, voglio dire, Pigiapolpi, sarà pure Appuntato e “carabano”, ma poi a casa gli ormoni gli frullano per benino, che alla moglie gli tocca scappare da letto !

Non sarà mica vita questa ! 

 

Insomma, Banana, o la smetti con queste cagate o se no cambia posto al Pigiapolpi

Altrimenti noi tutti andiamo ad abitare nel … resto del mondo.

Ciao komunisti

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