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Dr. Doom

Nouriel Roubini (Istanbul, 29 marzo 1958) è un docente ed economista statunitense. Ha lavorato per il dipartimento del tesoro americano e fin dal 2004 aveva previsto la crisi americana del 2008. Certamente non è un oracolo, ma è bene sapere che fino ad oggi non ha sbagliato un previsione.
Buona Giornata

Con un catastrofismo che spiazza perfino gli adepti del suo pessimismo, Nouriel Roubini ha avvertito il mondo: la “tempesta perfetta” da lui pronosticata per l’economia globale nel 2013 si sta sviluppando. L’economista, soprannominato sul web “Dr. Doom” ovvero “Dottor Catastrofe”, ha confermato i suoi presagi via Twitter e in un’intervista video a Bloomberg Tv. Le avvisaglie ci sono tutte Continua a leggere

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vent’anni dopo

Questo è il saluto de “il Giornale” che riserva ad un giornalista ottuagenario scaricato in malo modo dall’azienda ove ha lavorato negli ultimi vent’anni.
Del giudizio professionale non condivido una sola parola Continua a leggere

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Lei. Non sa chi sono io …(Gallo dixit)

Don Gallo: “Celentano non doveva attaccare la stampa”

“Appena vedo Adriano lo prenderò a braccetto e gli dirò: guarda che la libertà di stampa è un diritto, non si può invocare la chiusura dei giornali, ma tutto ciò lo farò con correzione fraterna, senza strapparmi le vesti”. Continua a leggere

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opera 28°

Il buon Pepo di opere ne ha scritte 27 (più una messa), ma fosse vivo, porco il mondo …
 
Preludio
in sottofondo l’aria della Forza del Destino
 
Giorno 23
Due amiche al lavoro incontrano un Maresciallo della Finanza.
Il ragazzo è li per gli affaracci suoi e preme, deve tornare al lavoro e le cose vanno per le lunghe.
Una delle due allora prova a posticipare l’appuntamento: «Guarda, se vuoi il tuo appuntamento, lo spostiamo a domani …»
La risposta del baldo ufficiale è un po’ singolare: «No, grazie. Domani per me sarebbe impossibile. Qua a Parma ci sarà del movimento»
Movimento ? ma pensa un po’ …
«Bhè meno male che non viene qua …»
la musica diventa incalzante
 
Atto I
 
in sottofondo Cortigiani, vil razza dannata – Rigoletto
 
Giorno 24
Corruzione, undici arresti. In manette tre dirigenti comunali
Undici persone sono state arrestate nelle prime ore di questa mattina dalla guardia di finanza nel corso del secondo atto dell’operazione “Green money” sulle tangenti nel verde pubblico. Tra queste tre dirigenti del Comune: il comandante della polizia municipale Giovanni Maria Jacobazzi, il direttore marketing – già capo dello staff del sindaco e direttore di Infomobility – Carlo Iacovini (adesso responsabile del progetto Zero Emission City) e Manuele Moruzzi del settore Ambiente, legati a filo doppio al sindaco Pietro Vignali fin dai tempi dell’assessorato all’Ambiente. In manette anche il direttore generale della multiutilty Iren a Parma Mauro Bertoli, il presidente di Engioi (società per azioni di cui il Comune detiene la maggioranza) Ernesto Balisciano, il presidente e il vice della cooperativa Student work service Gian Vittorio Andreaus e Tommaso Mori, gli imprenditori Gianluca Facini, Norberto Mangiarotti, Alessandro Forni e l’investigatore privato Giuseppe Romeo Lupacchini.

in sottofondo si odono le note di Tu che la vanità – Don Carlo
 
Nel pomeriggio, poco prima del consiglio comunale, il primo cittadino Pietro Vignali ha dichiarato di non avere nessun intenzione di rimettere il mandato. “Sono fatti che riguardano singole persone – ha commentato con i giornalisti – io ero all’oscuro di tutto”. 
 
Recitativo
Le “giustificazioni” date del sindaco secondo il consigliere del Prc Marco Ablondi sono “a dir poco banali, neanche un bambino di otto anni ci crederebbe”. Non sapeva? “Allora – si chiede – a cosa serve la direzione generale se non a controllare?”. Per il consigliere questo non è altro che “il temporale che anticipa il nubifragio. Vignali dimostri la dignità di chiedere scusa alla città e si faccia da parte”. 
 
Atto II
 
la musica aumenta il volume sulle note di Si, vendetta, tremenda, vendetta – Rigoletto

Tanto tuonò che piovve. E’ avvenuto quello che da mesi la città sospettava , vociferava, aspettava. Tre uomini di totale fiducia del sindaco ( Jacobazzi, Moruzzi e Iacovini), voluti e difesi fino all’inverosimile in varie circostanze, sono in manette. L’accusa è delle più pesanti, un vorticoso giro di mazzette anche in quel settore Ambiente che è stato il trampolino di lancio di Vignali
 
l’orchestra sostiene lo straordinario coro che parte dai portici del Grano: Si ridesti il leon di Castiglia – Ernani
 
In duecento o forse più gridano contro il cancello del municipio: “Vignali vattene”. Dopo lo scandalo di corruzione che ha coinvolto il Comune, con 11 arresti fra comandante della municipale, dirigenti del Comune e altri fermi, la piazza è insorta. Militari e polizia fanno cordone per impedire ai cittadini di entrare in Comune. Gli slogan: “Vergogna, dimettiti, in galera!”.
 
Gli assessori Lorenzo Lasagna (“la sta propria ben fata, bagolon can te eter”) e Giuseppe Pellacini, usciti dal Comune, vengono fischiati e insultati, anche il gesto delle manette nei loro confronti. La situazione è tesissima. Alcuni assessori hanno addirittura rinunciato a scendere gli scaloni, altri si sono defilati di corsa. “Mai vista una cosa così a Parma” sostengono persone presenti in piazza. Sms dalla piazza: “Sembra l’hotel Raphael contro Craxi, stessa atmosfera, è saltato il tappo”. Intorno alle 18.30 in “fuga” anche l’assessore Giorgio Aiello. Fischiato.
 
Atto III
 
Ritorna l’aria della Forza del Destino
 
Cartelli contro il sindaco di tutti i colori, fischietti, slogan a ripetizione. La piazza continua ad insistere mentre il sindaco resta “barricato” in municipio. Intorno alle 18.45 una trentina di rappresentanti della piazza è stata ammessa in municipio sono entrati nell’aula del Consiglio e anche lì hanno gridato “Dimissioni, dimissioni”.
 
Sipario

¡ hasta luego ! G.

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a good, good, news

“Conosco quei reattori, si rischia la catastrofe”
Paolo Ruffatti ha guidato il programma atomico dell’Ansaldo: “Sarà molto peggio di Chernobyl. L’uranio bucherà il terreno e finirà nelle falde e nell’ambiente”

La situazione nella centrale nucleare di Fukushima è fuori controllo. Ieri lo hanno ammesso pubblicamente anche i vertici della Tepco (non c’era il presidente, forse ricoverato per problemi di ipertensione). Il governo giapponese pensa a smantellare i sei reattori dell’impianto contro i quattro, quelli più mal messi, ipotizzati dalla compagnia. E mentre rimbalzano i dati sull’intensità delle radiazioni attorno alla centrale, sulla concentrazione di iodio 131 nell’acqua (ieri stimato in 3.355 volte sopra il valore limite consentito) e sulla nube radioattiva che sta sorvolando l’Europa, la tentazione è di farsi prendere da quell’emotività che tanto disturba gli sponsor del nucleare italiano. Sensazione che prova anche chi di un impianto come quello di Fukushima è esperto. Paolo Ruffatti è l’ingegnere che tra il 1972 e il 1977 ha guidato l’officina meccanica dell’Ansaldo nucleare. La società genovese in quel periodo ha costruito il reattore dell’impianto di Caorso, di due centrali svedesi (Forsmark) e della centrale francese Superphenix. Quello di Caorso, fermato nell’86, è un reattore da 860 Megawatt con tecnologia Bwr: “Esattamente uguale a quello di Fukushima – dice Ruffatti – se non per il sistema di raffreddamento, che nella centrale giapponese è meno evoluto”.
L’ipotesi peggiore è la fusione del nocciolo, rischio sempre più imminente.
Che i noccioli dei reattori siano fusi è garantito, in tutti e tre i reattori attivi. Lo si è capito già nei primi giorni. Si è continuato a tentare di raffreddare l’impianto con l’acqua, ma bastano 12 ore perché inizi la fusione del nocciolo. O si riesce subito a raffreddare il nocciolo o la fusione va avanti. Continua a leggere

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