Archivi del mese: dicembre 2011

tèrun

Lo scorso anno avevo raccolto quelle notizie del 2010, che mi avevano colpito.
Una cosa così, tanto per ricordare.
Anche quest’anno lo volevo rifare (così da citare ancora una volta lo straordinario tunnel dei neutrini!) , ma sono stato frenato dall’assoluta incapacità di sintesi che mi avrebbe portato a scrivere un almanacco, al posto di un post riassuntivo.
Chi disgraziatamente legge questi “deliri” avrà notato che prima di arrivare al punto servono almeno dodicimila battute ed almeno dieci/quindici citazioni.
Purtroppo non ho il dono dell’aforisma: quello scrivere minimalista che raccogli in poche parole il tuo pensiero, il tuo essere. Continua a leggere

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buon natale, così dicono

Ieri sera mi è capitato di scrivere un biglietto di auguri di Natale e seguendo le regole della mitica Filo (la maestra dei miei figli) ho cominciato con località – Riccò – quindi con la data: Natale ’12 Sono stato un po’ li a guardare l’errore grossolano domandandomi se lo dovevo correggere o meno. Mi sono domandato, infatti, se non volesse dire qualcosa, se non vi fosse la necessità di lasciarci alle spalle questo anno disgraziato, compreso il Natale.   E si che non era proprio nato male questo 2011. La Tunisia e subito dopo l’Egitto, la Libia davano vita alla Primavera Araba e lanciavano speranze che le cose si potessero cambiare per davvero: Ben Alì in esilio, Mubarak dimissionario, Gheddafi che cominciava ad avere seri problemi interni, erano segnali ottimi per il proseguimento dell’anno. Democrazia, Diritti erano le parole più in voga nei media che raccontavano le sollevazioni del Medioriente Continua a leggere

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64mila baci in parti civili

E finalmente una buona notizia …
L’augusto Manzoloni è stato chiamato formalmente, dalla magistratura italiana, a rendere conto – in giudizio – di oltre 64mila euro spesi per vacche, vaccate e crociere. Un particolare: lo faceva attraverso la la carta aziendale.
Visto che noi appartenenti a “the original working class” non riusciamo a capacitarci di come si possa spendere una cifra così abnorme per i propri bisogni (forse perchè l’unica carta aziendale che ci viene fornita è la carta igienica. non abbiamo, evidentemente, metro di misura) restiamo stupiti di come un pirla del genere (altro epiteto non mi viene, per uno che voleva evitare il processo perchè ha “già” restituito il maltolto*) non abbia ancora presentato le dimissioni oppure l’azienda non gli abbia già cambiato la serratura dell’ufficio.

Le reazioni contenute dell’augusto direttore, lasciano trapelare che in fondo, in fondo, l’ha presa benino: «Questa vicenda vi dà l’idea della società di trogloditi in cui viviamo» Continua a leggere

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notizie clandestine

Ci sono due notizie, piccole, piccole, che probabilmente rischiano di essere offuscate dalle lacrime della signora Elsa Fornero (“siòra, mo cla pensa a nueter pover disgaziè e co gharèmä ancorà da crider !”) e me ne dispiacerebbe perchè non è proprio robetta di poco conto.

La prima ci dice che a Fukushima la situazione non è ancora sotto controllo. A otto mesi e passa dal terremoto la centrale non risulta avere uno straccio di governo, fa un po’ come diavolo gli pare e sversa acqua contaminata, a livelli discreti (almeno così si mormora), in Oceano Pacifico. Sembra che ci sia una pozza da 45 tonnellate di acqua – condita da cesio 137 e iodio 131 – in balia degli elementi e “governata” solo da file di sacchi di sabbia. Nonostante il grandissimo contenimento tecnologico anticatastrofe (i sacchi di sabbia) questa, in questi giorni, ha concesso “SOLO” una perdita di 300 lt di acqua malsana all’oceano.
Certo, 300 lt nei confronti dell’Oceano cosa vuoi che siano ?
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missione pastorale

Il «Gallo» ama definirsi prete da marciapiede. E In fondo, pensiamo bene, mica è un’offesa.
Lui sta con gli ultimi – è tra i fondatori di una storica comunità di recupero a Genova – e con loro sta in cammino, anche perchè ha la “malsana” idea di parlare anche dei Diritti che appartengono a tutti (anche agli Ultimi) e di pretenderne la loro applicazione. Suo il motto: così in terra come in cielo.
E’ anche per questo, per questo suo straordinario desiderio di Giustizia, che non riesce proprio a stare fermo: porta in giro il messaggio Evangelico e magari parla di Costituzione; lotta per la Pace e cita i suoi Ragazzi.
Va dove lo chiamano ed è sempre in giro. Lui va in treno oppure in macchina e nonostante le distanze (e l’età), non ci sono balle che tengono: «a dormire sotto la Lanterna, dai miei ragassi»
E’ fatto così.
Faticaccia ? Secondo me si, ma il «Gallo» mica si ferma a questo …

Don Verzè, il sacerdote che ha fondato il San Raffaele di Milano Continua a leggere

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