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fiat …ux

IERI
Nei primi giorni di inizio anno tutta i media italiani, ad esclusione del sito web della FIOM, ci raccontavano che molto del futuro della produzione auto a Mirafiori dipendeva dall’esito del referendum che gli operai erano chiamati a votare in quei giorni. In quella fabbrica, infatti, il Gruppo Fiat intendeva produrre una berlina e un SUV con marchio Alfa Romeo e Jeep. Il ricatto imposto da Marchionne, perché di questo si trattava, prevedeva investimenti, ma ritocchi al contratto (ovviamente al ribasso) fuori da ogni logica nazionale.
Al referendum vinse la linea aziendale per pochi voti.

OGGI
Pare che lunedi mattina “pullover” Marchionne ha chiamato a rapporto il governatore del Piemonte Cota (che abita in Lombardia … uno spettacolo!) e gli avrebbe detto che referendum o no, le macchine previste per il rilancio di Mirafiori (e Fiat) piuttosto le vanno a fare in Kentucky, Missouri, Michigan, Alabama e/o Arizona:

«Sempre più improbabile l’avvio delle linee dei suv, destinati a essere prodotti negli Usa, per il futuro di Mirafiori spunta l’alternativa della citycar. In base a quanto reso noto ieri dall’agenzia Bloomberg, che citava fonti vicine al Lingotto, sarebbe questa una delle ipotesi che oggi e domani finiranno sul tavolo del global executive council, l’organo di vertice di Fiat-Chrysler che per la prima riunione ha deciso di incontrarsi a Torino. Il nuovo piano Fiat dovrebbe prevede di avviare la produzione di un’utilitaria nel 2013, ma sia sui tempi dell’operazione (la produzione dei suv era prevista per fine 2012) sia sui numeri il quadro resta incerto»
Questo il sole24ore al primo di settembre.

Bello nèh?

Con il classico ritardo, con la classica falsa meraviglia, corrucciati in volto come si conviene, i noti servi Fim, Uilm, Fismic, Associazione Quadri e Ugl (che ricordo fanno aderenti per 1/74 scarso di FIOM) hanno inviato una lettera al Lingotto per chiedere un incontro sul futuro dello stabilimento di Mirafiori «per chiarire la situazione».

Mi domando cosa diavolo ci sia da chiarire ?
Siete dei pirla, voi e che vi da la delega.

DURANTE
Tra ieri e oggi “pullover” aveva maturato stock-option per circa 100 mln di euro.
Non le ha ritirate (evidentemente per non pagare le tasse … in Svizzera) e, in questo caso, la Borsa mi ha regalato un sorriso …

¡ hasta luego ! G.

PS.
DOMANI

Nonostante l’incazzatura, mi sento ancora bene.
Sono solo preoccupato della prima nota stampa di quell’altro fenomeno di Piero “Vota SI” Fassino.
Ecco, in questo caso, lo so già, l’incazzatura non può solo che peggiorare.

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tette, culi and other

Fare ironia sulla storia (ennesima! eh basta, cazzo !) del noto pedofilo di Arcore è quasi deprimente.
Come sia fa ? Ha ragione Paolino Rossi: il gran chiavatore – sai te che MAGRO spettacolo … – è un comico di grandezza incommensurabile.
E poi le spalle ! Ecco, vogliamo parlare delle spalle:

Minetti (al telefono con una sua amica) : «Ecco si, se vuoi andare … organizzo, ma ti devo avvisare: tieniti pronta a tutto» (nel kit ci sarà l’elmetto ?)
Mignotte al cellulare: «E’ peggio di come raccontano i giornali !» (Cazzo, al bunga-bunga c’era anche Bondi !)
Frattini (il nullatenente): «Il caso Ruby è una montatura (decisamente ndr). ll Governo (probabilmente Egiziano) arriverà a fine legislatura»
On. Maria Rosaria Rossi (in foto ritratta con divisa di ordinanza a Montecitorio) al telefono con l’ottuagenario direttore del Tg4: «Porti due amiche ? ma allora fate bunga-bunga anche stasera. Eh che palle!»
Cicchitto (Piduista, fascicolo n. 945, tessera 2232, data di iniziazione 12 dicembre 1980): «Contro Berlusconi più che un blitz giudiziario è stato realizzato un blitz militare. Qualunque persona andava ad Arcore veniva schedata, seguita, intercettata. In ballo non c’è soltanto Berlusconi, ma libertà elementari che riguardano ognuno di noi.» (Libertà …. ? Che sia quella di andare a puttane ?)
Il geniale esponente del Pdl romano Fabio Sabbatani Schiuma: «Chissà che a qualche giudice non venga in mente, oltre che di cercare tra le lenzuola di casa Berlusconi, anche di vedere chi dalle procure si vende le notizie. Forse i magistrati titolari del fascicolo possono risponderci, oltre ad affermare che la legge è uguale per tutti» (Ecco si, la legge è proprio uguale per tutti, ma vaffanculo …)
Napolitano: «A smentita di quanto riferito, non c’è stato alcun colloquio telefonico con il Presidente del Consiglio (sic) in questi giorni» (E meno male …)

Insomma non si può fare umorismo, sarebbe come sparare alla Croce Rossa ….
Ecco, finito di parlare di tette e culi, diciamo due cosette due su altro.

Giustizia
A proposito di Croce Rossa, l’ex commissario Maurizio Scelli – un Bertolaso “fago tuto mi” ante litteram – è stato condannato in primo grado a pagare 900.000 euro per «la condotta in disprezzo di qualsiasi canone di sana amministrazione».
Il signore è Onorevole e attualmente è membro della Commissione Giustizia. Come dire, una garanzia.

Mirafiori
Sempre in attesa della risposta di Piero Fassino (resta da domandarsi il perchè rende pubblica la propria mail …) è necessario fermarsi un attimino e ragionare. Hanno parlato tutti, dicendo tutto, analizzando tutto …
Marchionne, si è quasi paragonato a Gesù Cristo, dicendo che questo 54% (solo 421 voti di differenza in termini assoluti) ci porta in una nuova ERA di produzione e di relazioni industriali. D’Alema – cristo santo ! – che quasi svegliandosi di soprassalto è riuscito a banalizzare che questo 46% (solo 421 voti di differenza in termini assoluti) deve essere rispettato (ma no dai, licenziamoli subito) e così via … fino alle cagate più invereconde del ministro Sacconi (La Fiom non rappresenta tutto questo 46% …. cazzo è vero, c’erano degli infiltrati dell’IG-Metal Tedesca !)

Su Mirafiori mi sono già espresso – a proposito il 27 SCIOPERO GENERALE – ma aggiungo che per conto mio questo casino politico/mediatico non fa altro che evidenziare il silenzio tombale della proprietà dell’azienda: la famiglia Agnelli. Non che senta la necessità di raccogliere le elucubrazioni di quella “testa disabitata” di Lapo, ma il suo fratello meno idiota, non poteva dire qualcosina ?

Qualcuno ha visto dichiarazioni mezzo stampa ? Che gli Agnelli abitino già su Marte ?
Non so, l’impressione è che la Fiat, più che a far macchine, pensi di fare finanza e che smantellare Mirafiori (referendum o no) sia poi per loro accettabile.

Costituzione
Ecco, visto che chi parla di Costituzione è più o meno popolare come i Klingon di Star Trek, la faccio cortissima: continuo a pensare che vada rispettata. Noi Klingon siamo fatti così …
Oggi a Bala Murghab è morto Luca Sanna, di anni 33. E’ il 36 caduto in Afghanistan. Dove non comanda l’Onu, ma la Nato.
Possibile che a nessuno venga in mente di dire che siamo in guerra.
‘spetta, cosa dice l’art.11 ? come?  ripudio ? ma valà ….

Forse ha ragione il Financial Time: «L’Italia merita di meglio»

¡ hasta luego ! G.

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insiste, il ragazzo…

Alla battuta di Maurizio Landini: «Andate voi in catena» a cui calorosamente mi associo, Cicogna risponde con fastidio: «Conosco le fabbriche metalmeccaniche da molto più tempo di lui. E non solo quelle»
E per un quarto d’ora ha elencato i numeri di telefono delle più grandi stabilimenti torinesi, più quello di un sexy shop ….

Fassino, VERGOGNA !

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testicoli

Di solito faccio una premessa. Questa volta non ci riesco … mi sento talmente tradito che non ci penso neanche.
Il titolo è un poco forte, ma non riguarda un trattato di anatomia maschile, quanto piuttosto, l’amara constatazione, che anche a sinistra ci sono dei  … Coglioni (si noti la maiuscola !).
I puristi diranno che di sx nel Partito Democratico, ormai, non si può parlare (centro-sinistra, please …), ma visto le origini, visto i trascorsi, di buon numero di dirigenti e/o militanti con cui ho condiviso – oltre che tubi innocenti da montare alle Feste de L’Unità – anche, soprattutto, Valori, mi trovo imbufalito nel costatare che per lorsignoriSinistra (e  le sue varie declinazioni) è la peggior bestemmia da sentire. continua…

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PD(-L)

Buongiorno a tutti, questa settimana vorrei parlare ancora un po’ del Partito Democratico e di quello che è successo dopo il no, non solo alla candidatura alle primarie di Beppe Grillo, ma anche al suo tesseramento, per tesserare una persona ci vuole molto poco, i filtri del tesseramento sono abbastanza labili e è giusto che sia così, fino a prova contraria una persona viene tesserata almeno che non sia un noto malfattore.
 
Lo statuto del PD
A Grillo hanno detto che non poteva neanche tesserarsi, mi sono molto incuriosito per questo statuto del Partito Democratico, perché è uno statuto particolare, uno statuto che è un po’ flessibile è come la legge secondo un famoso detto, credo, di Giovanni Giolitti che la legge per gli amici si interpreta e per i nemici si applica, in base allo statuto si è detto che Grillo non si sarebbe potuto iscrivere perché si riconosce in un movimento ostile al Partito Democratico che sarebbe quello delle liste civiche a 5 stelle, così hanno detto i garanti o il gran consiglio degli ayatollah presieduti da Berlinguer, quello sbagliato però, non purtroppo da Enrico e questo statuto però poi esiste, c’è anche su Internet, Paolo Flores D’Arcais è andato a vederlo e ha scoperto che in realtà nello statuto non c’è alcun accenno all’ispirarsi e al riconoscersi in un movimento ostile al PD, c’è un unico paio di motivi per i quali non ci si può iscrivere: Art. 2, comma 8, parla di persone che siano iscritte a altri partiti politici o aderiscano a gruppi di altri partiti politici all’interno di organi istituzionali elettivi.
Grillo com’è noto non è iscritto a alcun partito politico e quanto a gruppi all’interno di organi istituzionali elettivi non fa parte di nessuna assemblea elettiva, com’è noto e quindi non può fare neanche parte di gruppi all’interno di assemblee elettive.
Quindi questo comitato di garanti si è inventato una norma ad personam, anzi contra personam, nella migliore tradizione berlusconiana, poi vi stupite se questi non fanno l’opposizione a Berlusconi, usano gli stessi metodi!
Questo non perché mi stia rammaricando perché Grillo non ha avuto la tessera del PD o perché non è stato candidato, ma semplicemente perché mi piacerebbe capire come può definirsi democratico un partito che non rispetta neanche lo statuto che si è dato, ciascuno può darsi lo statuto che vuole, può escludere l’iscrizione dei cittadini con i capelli biondi, può escludere quelli alti meno di un metro e mezzo, che ne so, può fare quello che vuole, l’importante è che una volta stabilito quello che si deve fare, poi questo qualcosa valga per tutti e non soltanto per qualcuno! La cosa più interessante è proprio il percorso democratico del Partito Democratico, di cui l’esclusione di Grillo dalle primarie, soltanto l’ultima tappa, qualcuno di voi ricorderà che alla nascita del Partito Democratico nell’ottobre 2007, tentarono di candidarsi alle primarie per diventare i primi segretari oltre a Veltroni, Rosi Bindi, Enrico Letta, Adinolfi, Scalfarotto e Gawronski credo di non avere dimenticato nessuno, se l’ho fatto mi scuso, si presentarono anche o tentarono di presentarsi anche Furio Colombo, Marco Pannella e Antonio Di Pietro, due dei 3 erano effettivamente iscritti a altri partiti, il Partito Radicale e l’Italia dei Valori, anche se naturalmente la loro candidatura era finalizzata alla confluenza dentro il Partito Democratico, mentre invece Fulvio Colombo era proprio iscritto al Partito Democratico e era parlamentare del Partito Democratico, ci furono anche lì degli strani ghiribizzi burocratici, forse bisognerebbe chiamarlo il Partito burocratico, anche se però è una burocrazia particolare, perché è flessibile per alcuni e addirittura più rigida di quello che c’è scritto per alcuni altri.
 
I morti tesserati nel PD
Devo dire che questa brutta abitudine di non rispettare neanche le regole interne del partito da parte del partito medesimo, non è iniziata da poco, fa parte della storia non solo del Partito Democratico, ma anche dei due partiti che fondendosi insieme hanno dato vita al PD, la Margherita e i DS, nel 2007 venne fuori che in vista della nascita del Partito Democratico, c’era stato un boom di tesseramenti, adesso vi do qualche dato… due anni fa si scoprì che uno dei due soci fondatori del PD aveva tesserato anche i morti, c’era il Presidente del Consiglio Comunale di Castellamare di Stabbia che disse “hanno tesserato i morti, prendono i tesserati dai necrologi, onde evitare che poi qualcuno lo scopra e si lamenti”, c’erano addirittura delle zone in Italia, soprattutto nel sud, dove il numero dei  tesserati era superiore al numero degli elettori, a Gioia Tauro c’erano 168 tessere e 55 elettori, a Locri 205 iscritti e solo 123 votanti per i due partiti che davano vita al PD.
A Sidereo 95 iscritti e 21 preferenze alla Margherita, quindi i casi erano due: o le tessere erano fasulle, oppure la  Margherita non riusciva a farsi votare neanche dai propri iscritti, oppure iscriveva gente che votava per il centro-destra o per altri partiti, è evidente che questa è una vecchia pratica da prima repubblica, gonfiare, drogare, anabolizzare il tesseramento, per fare in modo che poi con questi pacchetti di tessere fittizie, i capi bastone che le pagano di tasca propria e quindi spesso le pagano di tasca nostra perché poi vanno a rubare, vincono i congressi, fanno carriera all’interno dei partiti, questi sono casi che furono denunciati anche da Striscia la Notizia, c’era gente che si vedeva arrivare a casa la tessera e non sapeva di essere tesserata, qualcuno aveva pagato per loro quelle tessere, per usare i loro nomi anche perché purtroppo si continua a non impedire ai congressi il voto per delega, quindi ciascuno può fingere di essere stato delegato da tutti quelli che vuole lui, i responsabili di questo tesseramento fasullo e gonfiato non furono né individuati e né puniti, non c’è stato un solo dirigente in tutta Italia che sia stato sanzionato neanche con un buffetto per avere gonfiato le tessere in quel modo e quello era il momento della nascita del Partito Democratico.
Dopodiché  voi sapete, ci furono le primarie, le primarie erano segnate nel senso che doveva vincere Veltroni e vinse Veltroni, però furono delle primarie vere, nel senso che andarono a votare non tutti quelli che avevano votato due anni prima per il candidato Premier, per Prodi che erano, credo 4,5 milioni, però ci furono dei voti notevoli, parteciparono credo 3,5 milioni di persone il 14 ottobre 2007 e poi naturalmente, visto che i rivali erano piuttosto debolucci come Rosi Bindi, Enrico Letta e gli altri, Veltroni vince come da copione con amplissima maggioranza, ma con un meccanismo che comunque era quello stabilito dalle regole che si era dato il Partito Democratico.  
 
E’ vero che non c’erano le solite guerre con i dalemiani perché i dalemiani si erano messi in sonno, erano stati appena colpiti dallo scandalo Unipol, era vivo il ricordo negli elettori del centro-sinistra delle telefonate di Fassino “abbiamo una banca” a Consorte oppure di D’Alema a Consorte “vai, facci sognare!” quindi il partito era stato dato in prestito d’uso a Veltroni perché era l’unica faccia spendibile che avevano in quel momento.
Aspettavano che gli italiani dimenticassero lo scandalo Unipol e infatti oggi a due anni di distanza, ritengono che ci siamo già dimenticati tutto, tant’è che D’Alema da una parte e Fassino dall’altra, stanno battagliando per riprendersi in mano il partito, travestiti l’uso da Bersani e l’altro da Franceschini. Ma l’inizio, l’elezione di Veltroni fu democratica, 3,5 milioni di persone, Veltroni prese il 65,8%, la Bindi il 13, Letta l’11 e gli altri si divisero le briciole.
Da quelle primarie venne eletta un assemblea costituente piuttosto pletorica, erano 2.858 delegati, ogni volta per riunirli bisognava prendere in affitto un palasport, infatti sembrava fatto a posta per non riunirsi, infatti si è riunita molto poco, molto raramente in questi due anni, la prima volta l’unica volta in cui tutti i delegati andarono perché credevano di contare veramente qualcosa, poveretti, fu la prima, al Palafiera di Ro, dove Veltroni su incoronato da questi delegati perché le primarie eleggono i delegati nella costituente, la costituente formalmente elegge il Segretario, è un meccanismo democratico, da allora l’assemblea è stata convocata 4 volte in due anni, ogni volta ho affittato un luogo molto ampio, stadi, cose del genere e lì più che discutere, visto che è impossibile discutere tra 3 mila persone, salvo prendersi un paio di mesi, immaginate se ognuno dei 3 mila delegati parla anche soltanto per un minuto, non si finisce più, anche perché poi magari vuole la replica!
Quindi invece di discutere votavano di solito per acclamazione. Il PD nel frattempo ha perso tutte le elezioni come Fantozzi che aveva perso tutti i mondiali di calcio, Lotto, l’Enalotto, Totocalcio etc., hanno perso le politiche, le comunali di Roma, le regionali in Sicilia, in Valle d’Aosta, in Friuli, in Abruzzo, e poi hanno perso in Sardegna e Veltroni se ne è andato e è arrivato Franceschini, pochi mesi fa e com’è stato eletto Franceschini segretario del partito? Lo statuto, il sacro statuto, quello che viene sbattuto sulla testa di chi vuole infiltrarsi nel partito, tipo Grillo, prevede che il segretario sia eletto con le primarie, un meccanismo che dicevamo prima, leggo così non ci sono dubbi “Art. 2 dello Statuto, il Partito Democratico affida alla partecipazione di tutte le sue elettrici e elettori, le decisioni fondamentali su indirizzo politico, elezione delle più importanti cariche interne, candidature per cariche istituzionali” quindi per decidere chi fa il primo Ministro, chi fa il Presidente della Camera o del Senato nel caso in cui dovessero rivincere le elezioni politiche, ma anche per le più importanti cariche interne, a cominciare ovviamente dal Segretario, il PD affida alla partecipazione di tutte le sue elettrici e elettori le decisioni fondamentali e anche sull’indirizzo politico, quindi è assolutamente evidente che il segretario lo devi eleggere con le primarie.  
 
Ma Veltroni era scappato, c’erano le elezioni regionali e europee alle porte, hanno detto ” non facciamo in tempo a convocare le primarie” e allora che cosa hanno fatto? Hanno convocato l’assemblea costituente: assemblea costituente che non veniva più aperta da diverso tempo, anche perché nel frattempo era stata completamente svuotata dei suoi poteri; pensate che avevano perfino cambiato lo Statuto, nell’assemblea costituente, un anno fa, il 20 giugno 2008, senza avere neanche il numero legale dell’assemblea costituente medesima. Si erano presentati in 600 su 2.800, erano meno di un quarto i delegati, non c’era il numero legale ma non importa, la Presidente Anna Finocchiaro, che era subentrata a Prodi come Presidente dell’Assemblea costituente del PD, perché Prodi non ne voleva più sapere, giustamente, che cosa aveva detto? Aveva detto che “non importa anche se non c’è il numero legale, si approvano le modifiche allo Statuto”, anche per rendere legale quell’assemblea che, in realtà, non era legale, perché non aveva il numero legale. Dopodiché, sempre per acclamazione, hanno votato l’istituzione di un organismo completamente sconosciuto allo Statuto: la direzione nazionale, che è stata nominata dalle varie correnti, lottizzata tra le varie correnti in barba agli elettori, alle primarie e tutto quanto, aumm aumm nottetempo e questa direzione nazionale, un organismo un po’ più snello, ha preso completamente il posto, ha esautorato l’assemblea costituente che, da quel momento, è diventata un guscio vuoto e, quando si sono prese le decisioni importanti, tipo quando Veltroni ha deciso di mettersi d’accordo con Berlusconi per la legge elettorale europea con il 4% di sbarramento, non è che abbia convocato gli elettori per decidere insieme gli indirizzi etc., no, li ha fatti decidere dalla Direzione Nazionale, ossia da un organismo non democraticamente eletto e in più non previsto minimamente dal sacro Statuto. Quando poi ha deciso che non bisognava più allearsi con Di Pietro, ma anzi bisognava scaricarlo, l’ha annunciato da Fabio Fazio nel programma ” Che tempo che fa”, invece di discuterlo negli organi democraticamente eletti e la stessa cosa quando ha deciso di inciuciare e di dialogare sulle riforme con Berlusconi. A quel punto Arturo Parisi, che fa un po’ la funzione del grillo parlante, ha cominciato a dire ” beh, ma qui non rispettiamo neanche le regole che ci siamo dati noi stessi”, e continuava a sventolare – lui sì – lo Statuto, perché lui lo conosceva bene e chiedeva al partito di rispettarlo.
 
Via Veltroni, ma niente primarie
Quando si dimette Veltroni allora tutti i siti, i blog etc. dicono ” primarie, primarie! Vogliamo scegliere il successore di Veltroni con le primarie”, ma non c’è tempo perché le elezioni incombono e allora che cosa succede? Riesumano la costituente: nel febbraio di quest’anno riesumano quel guscio vuoto che avevano delegittimato esautorato con la direzione nazionale e convocano tutte le truppe cammellate, cioè tutti i quadri, quelli che devono tutto ai vertici del partito e conseguentemente vengono precettati: Presidenti di Provincia, Assessori, Consiglieri Comunali, Provinciali e Regionali, Sindaci etc. etc.. Nonostante questa precettazione che viene fatta il giorno prima, chiamandoli a uno al telefono perché vengano, mentre invece i delegati della società civile non vengono chiamati perché se tanto non vengono è ancora meglio: anzi, non essendoci neanche bisogno del numero legale, visto che hanno già stabilito il precedente, che si vota anche se c’è soltanto un quarto, un quinto dei delegati, è meglio chiamare soltanto gli obbedienti e evitare qualche disobbediente o qualche libero pensatore. Convocano le truppe cammellate e ci vanno 1.300 dei 2.858, quindi di nuovo meno della metà, non c’è nuovamente il numero legale. Sono quasi tutti, quei 1.300 , parlamentari, dirigenti e amministratori locali. Il Presidente Finocchiaro annuncia che il gruppo dirigente nazionale e regionale del partito raccomanda di eleggere subito Franceschini, candidato unico: all’ultimo momento Parisi, proprio per evitare l’effetto Bulgaria, cioè per evitare a un partito di dare vita a una competizione per il nuovo segretario con un unico candidato, come avveniva nei Paesi del socialismo reale, dice ” va beh, mi candido anch’io”, Franceschini gli dà una mano a raccogliere le firme, così almeno sembrano in due, anche se il risultato è scontato. C’è un famoso fuori onda nel quale appunto Franceschini dice alla Finocchiaro ” le firme le ho trovate io”, per salvare le apparenze e quindi un’assemblea minoritaria priva del numero legale decide di eleggere il segretario del partito un’altra volta con procedure che violano chiaramente lo Statuto del partito medesimo, che invece prevede le primarie e ben altri meccanismi: questo è un po’ quello che è successo fino a quando lo Statuto all’improvviso è diventato come la Bibbia, ” lo Statuto vieta..”, in realtà come abbiamo visto non vietava neanche la candidatura di Grillo.
La faccenda preoccupante è che adesso Grillo o non Grillo, poi Grillo è stato semplicemente abile a fare emergere le contraddizioni di un partito che si dice democratico e che segue ancora prassi tra il sovietico e il clientelare, ma il problema non è lui, il problema è appunto che Grillo, come sempre, diventa il detonatore di una bomba che già sta per esplodere, diventa la spia che segnala un problema e tutti guardano la spia luminosa e non si rendono conto di quello che sta segnalando quella spia. Il caso Grillo, che poi è il caso PD, segnala un partito nel quale gli italiani che vogliono liberarsi di Berlusconi devono per forza sperare che prima o poi ritrovi la bussola o trovi la bussola, invece ci si rende conto che questo è un partito che continua a cincischiare senza minimamente sognarsi di fare l’opposizione.
 
Veltroni scopre il conflitto di interessi
Se la trovo, vorrei leggervi, per concludere, un’intervista che ieri Walter Veltroni ha rilasciato a Il Corriere della Sera: è un’intervista dove Veltroni spiega un po’ quali sono i suoi programmi per il futuro, come se qualcuno glieli avesse chiesti tra l’altro, ma in effetti glieli aveva chiesti Il Corriere della Sera e Veltroni dice ” ho molto tempo libero, adesso voglio andare a fare l’osservatore in Commissione antimafia e mi sembra un’ottima cosa, c’è un sacco di roba da osservare sul fronte della mafia e della politica in questo periodo: speriamo che l’osservazione porti consiglio”. Ma poi aggiunge ” sto scrivendo una legge sul conflitto di interessi, una legge molto severa: c’è piena incompatibilità tra l’esercizio di pubbliche funzioni e possesso di mezzi di comunicazione”, ma guarda che idea geniale, nel 2009 Walter Veltroni ha scoperto il conflitto di interessi! Peccato che non se ne sia accorto prima, perché prima c’era qualche possibilità che quella legge sul conflitto di interessi passasse: per farla passare intanto bisogna avere la maggioranza in Parlamento e magari bisognerebbe anche avere dei ruoli di responsabilità dentro il governo, lui ha avuto entrambe le cose. Veltroni nel 96 divenne Vicepresidente del Consiglio nel primo governo Prodi e ci rimase due anni, però evidentemente si occupava d’altro: oggi il Professor Passigli, in una memorabile intervista all’Unità, dice che ” nel 96 il centrosinistra non fece la legge sul conflitto di interessi per evitare che Berlusconi potesse fare la vittima”, come dire ” abbiamo preso uno che ha rapinato una banca, ma per evitare che poi faccia la vittima non l’abbiamo arrestato”, perché sennò poi se lo arresti quello piange e fa la vittima, quindi è meglio lasciarlo fuori, così non fa la vittima. Questi sono gli intelletti che hanno in mano le sorti della nostra democrazia!
Però  se Dio vuole, dopo 13 anni Walter sta scrivendo una durissima legge contro il conflitto di interessi, tanto non c’è alcuna speranza che diventi legge: perché? Perché lui non solo non è più Vicepresidente del Consiglio, ma non è neanche più leader del suo partito e il suo partito ha il 26% dei voti, ossia gliene manca un altro 25% per arrivare al 50% e poter fare approvare una legge di questo genere. Stiamo parlando della stessa persona che, soltanto un anno fa, chiamava Berlusconi “il principale esponente dello schieramento a noi avverso”, non lo nominava neanche e figurarsi, neanche si sognava di attaccarlo: anzi, ci voleva scrivere insieme le riforme istituzionali, elettorali e tutto il resto. Questo è un po’ il simbolo di un partito completamente allo sbando, che non rispetta neanche le sue regole, che non muove un sopracciglio di fronte alla marea montante dello scandalo delle tessere fasulle e gonfiate, che però ha ritrovato una prodigiosa unità nello sbarrare la strada a Beppe Grillo, considerato l’unica insidia che può deturpare l’immagine di un partito che, la settimana scorsa, ha rinnovato la tessera a un tizio condannato in Germania per molestie sessuali, un medico che ha molestato una paziente nel suo studio, la paziente si è suicidata, lui è stato condannato in primo e secondo grado, ha ottenuto e poi ha riottenuto la tessera del PD. Quindi la prossima volta, Beppe, vai a molestare qualche ragazza e poi ripresentati e vedi che la tessera te la danno !
  
PASSAPAROLA !
marco travaglio
 
 
 
 

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