Archivi del mese: marzo 2012

vent’anni dopo

Questo è il saluto de “il Giornale” che riserva ad un giornalista ottuagenario scaricato in malo modo dall’azienda ove ha lavorato negli ultimi vent’anni.
Del giudizio professionale non condivido una sola parola Continua a leggere

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gastrite di marzo

Nell’ultimo panegirico autoreferenziale, l’intelligentissimo Budellone polemizzava su “il Foglio” con Bersani circa gli ideali della gioventù e – provocandomi forti problemi a carattere digestivo – affermava di essere ancora legato – lui ex comunista, oltre che ex asset della CIA – a figure quali Giuseppe Di Vittorio e Giorgio Amendola.
Non so in che modo delirante Ferrara pretende di accostarsi a queste due importanti figure, ma Continua a leggere

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la crisi ed io

Circa quattro anni “scoppiava” la crisi.

L’ho virgolettato perchè in itaglia, pochi, tra cui Grillo, dicevano: «guardate che il bordello che sta cominciando negli Stati Uniti, presto o tardi arriverà anche da noi e saranno dolori», mentre altri, molti altri, tra cui “old dirty man” rispondevano: «la crisi non esiste e se esiste in Italia non arriverà»
Resta da domandarsi chi fosse il comico. Fate voi, non mi appassiona …

Ora la crisi non solo è arrivata, ma è deflagrata come una bomba.

Forse per Continua a leggere

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one year ago

Lessons-from-Fukushima
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E’ piuttosto singolare il dover attendere 12 mesi per riuscire finalmente a capire la gravità del disastro di Fukushima.

Oggi, non so quale sia la posizione ufficiale dei “soloni” di allora (l’ex no nuke Chicco Testa, il liberista Oscar Giannino, ecc. ecc) oppure degli sciacalli (Romani, Santanche ecc. ecc.), ma scoprire che in quei giorni fu preparata l’evacuazione di Tokyo, dovrebbe dare l’idea di quale grosso casino si sia verificato a Fukushima.

A un anno dal disastroun’inchiesta indipendente svela inquietanti retroscena sulla gestione della crisi e sulle gravi falle nella catena di comando. Secondo gli esperti chiamati in causa Continua a leggere

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hands off

Non è che sia un passatista, ma il dover subire il nuovo lessico politico mi “sfracassa i cabasizi” all’inverosimile.
Una volta si diceva “giù le mani da Cuba“, intendendo – giusto o sbagliato (GIUSTO!) – la repulsione verso l’arroganza del governo degli Stati Uniti nel voler rovesciare l’esperienza della Revoluciòn, mentre ora siamo passati – nelllo squallido silenzio generale – a “giù le mani da Boni e dalla Lega“.
Dio mio, dove siamo finiti …

E’ evidente che il rapporto tra le due parole d’ordine non sta i piedi (non lo desidero neppure) anche perchè Continua a leggere

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