Archivi del mese: maggio 2010

freedom flotilla

Il signore che dirige il ministero degli esteri, tale Frattini – sempre impegnato dai lidi tunisini, credo da Hammamet (!) ad indottrinare il popolo “itaglianico” su chi siano i buoni ed i cattivi di questo porco mondo, si è preso la briga nei giorni scorsi, di affermare che Coop e Conad – grandi marchi di distribuzione – sono razzisti. Siocchezzuole …
Il benevolo epiteto è elucubrato e formulato dal Frattini in virtù del fatto che in queste due grandi catene distributive non esistono prodotti ortofrutticoli “made in Israel”.
Non so come abbia argomentato Conad, so come ha argomentato la cooperativa di cui sono socio (e che quindi mi vede accusato di “razzismo” per proprietà transitiva): Coop ha risposto rigettando le accuse di razzismo e facendo presente all’illustre diplomatico (!) che sui propri scaffali l’unica politica che si fa è quella della qualità dei prodotti, lasciando eventualmente al cliente la possibilità di scegliere anche “politicamente” un prodotto. Coop ha aggiunto che, da sempre, è in prima fila anche con aiuti (si vedano gli ultimi casi dell’Abruzzo e di Haiti) per la fraternità e la solidarietà fra i popoli, quindi di andare a cercare i “razzisti” in altri lidi.
 
Bene, sono curioso di sapere quale sarà la posizione della Farnesina, dopo che questa mattina l’esercito israeliano ha attaccato la nave pacifista “Freedom Flotilla”, battente bandiera turca, che portava tonnellate di aiuti umanitari per gli abitanti della striscia di Gaza, costretti a regime di apartheid dal governo israeliano.
Le cifre oscillano tra i dieci ed i sedici morti. Tutti pacifisti.
Attendono cortese riscontro il sottoscritto, la Coop, e soprattutto le famiglie dei pacifisti assassinati
G.
 
 
Frattini Franco
Ex segretario Federazione Giovanile Socialista Italiana
Ex collaboratore de “il Manifesto”
Dichiarazione dei redditi 2007 = 0 (zero)
Campione di solidarietà 2007
«… quello che si deve fare è semplice: si va in un campo nomadi a Roma, ad esempio sulla Cristoforo Colombo, e a chi sta lì si chiede “tu di che vivi?”
Se quello risponde “non lo so”, lo si prende e lo si rimanda in Romania. Così funziona la direttiva europea: semplice e senza scampo»
 (segue censura UE)
 

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i comunisti al New York Times … ?

E Milton Friedman creò la marea nera
a cura di di Paul Krugman
 
Nel 1999, invitato al programma di attualità Uncommon Knowledge, l’economista Milton Friedman disse che le norme sulla sicurezza dei prodotti non erano necessarie e penalizzavano il mercato. Friedman affermò che le grandi aziende erano perfettamente consapevoli che impegnarsi in pratiche nocive le esponeva al rischio di cause legali. «Secondo voi, l’azienda che ha prodotto il talidomide ci ha guadagnato o ci ha perso, con questo farmaco?», chiedeva Friedman.
 

Ma la posizione ultraliberista e insofferente alle regolamentazioni di cui Friedman è stato il portabandiera fino al momento della sua morte, nel 2006 (una posizione che continua a guadagnare terreno in varie forme, sia negli Stati Uniti che all’estero), non è credibile nel mondo reale, dove i politici spesso proteggono le aziende dalle cause intentate dai privati.
 
Prendiamo il caso della senatrice repubblicana Lisa Murkowski, dell’Alaska, che è riuscita ad affossare una legge che puntava a innalzare il tetto massimo di risarcimento per le compagnie petrolifere da 75 milioni a 10 miliardi di dollari. Nonostante il disastroso sversamento di petrolio dalla piattaforma della Bp, nel Golfo del Messico, tuttora in corso, la senatrice Murkowski ha preso le difese delle grandi compagnie petrolifere sostenendo che questa legge farebbe salire i costi della produzione di petrolio.
 
Normalmente, i liberisti rispondono a esempi di questo tipo dicendo che quello di cui c’è bisogno non è più normativa pubblica, ma semplicemente politici migliori. Ma se per il liberismo servono politici incorruttibili, vuol dire che non è una filosofia seria. E l’argomento che nessun liberista autentico sarebbe mai stato favorevole a imporre un tetto massimo di risarcimento non coglie il punto essenziale.
 
I liberisti vogliono che a tutti siano applicati gli stessi parametri di responsabilità personale, e sostengono che saranno le leggi contro gli illeciti o la logica spietata del mercato a risolvere gli squilibri fra ricchi e poveri. Ma in realtà i parametri valgono solo per chi non ha soldi né potere. Quando le grandi aziende danno prova di grave negligenza, i politici liberisti spesso giustificano la cosa dicendo che «a volte gli incidenti succedono», per citare la recente dichiarazione di Rand Paul, candidato al Senato per il Partito repubblicano, per criticare i tentativi dell’amministrazione Obama di usare la mano pesante con la Bp.
 
Il fatto è che la regolamentazione funziona. La normativa ambientale ha prodotto aria e acqua molto più pulite da quando è stata applicata. Dalla conferenza Onu sull’ambiente a Stoccolma nel 1972 agli sforzi per eliminare lo smog a Los Angeles, gli effetti dell’impegno dei governi nazionali e locali per combattere l’inquinamento sono non soltanto dimostrabili, ma misurabili.
 
In quest’epoca di ideologia anti-Stato tendiamo spesso a dimenticarci dell’importanza e dei pregi di un’amministrazione pubblica che svolge il suo lavoro con serietà: quando si affidano responsabilità chiare a enti pubblici professionali, e quando i politici e i cittadini trattano le autorità con rispetto, queste spesso svolgono il loro lavoro. Denigrare e sminuire l’amministrazione pubblica, come fanno i fautori del «poco Stato», porterà probabilmente a inefficienze e fallimenti. Ma non è così che deve essere.
 
Per approfondire – La zuffa sulla soluzione
Il 25 maggio, il segretario al Commercio Gary Locke ha detto che lo sversamento di petrolio dalla piattaforma della Bp rappresenta una catastrofe per l’industria della pesca dei tre Stati americani che affacciano sul Golfo del Messico. In molte aree le attività di raccolta delle ostriche, di pesca del gambero e delle altre specie ittiche sono bloccate, con effetti devastanti per quella che rappresenta una delle principali attività economiche della regione. Nonostante settimane di sforzi frenetici per bloccare lo sversamento, gli ingegneri della Bp e di una serie di altre compagnie petrolifere non sono approdati a niente, scatenando la rabbia dell’opinione pubblica e rilanciando il dibattito a Washington sulla salvaguardia dell’ambiente.
 
Sei senatori, tutti democratici, di Stati della Costa Ovest hanno proposto di vietare in via permanente la trivellazione in mare nell’Oceano Pacifico (un’iniziativa simbolica dato che attualmente non sono in cantiere progetti del genere), e altri due senatori, anch’essi democratici, hanno cercato di alzare il tetto massimo di risarcimento a carico delle compagnie petrolifere da 75 milioni a 10 miliardi di dollari. Quest’ultima proposta si è scontrata con l’opposizione dei senatori repubblicani, che hanno bloccato la legge sostenendo che soffocherebbe le compagnie petrolifere più piccole scoraggiando l’esplorazione di nuovi giacimenti.
 
Con la domanda energetica dei consumatori americani che non accenna a diminuire e movimenti politici emergenti come quello dei Tea Party, che puntano a canalizzare il malcontento degli elettori verso il governo federale, alcuni politici conservatori (in particolare Rand Paul, il candidato repubblicano al seggio di senatore del Kentucky) hanno accentuato le loro posizioni pro-deregulation. A maggio, il partito repubblicano del Maine ha aggiunto al suo programma un «ritorno ai princìpi della scuola economica austriaca», riferendosi alla corrente liberista il cui fondatore, l’economista austriaco Ludwig von Mises, sostenne una volta che «l’interferenza dello Stato nella vita economica, che si presenta sotto il nome di politica economica, non ha fatto altro che distruggere la vita economica».
 
(traduzione di Fabio Galimberti)
© 2010 NYT-DISTRIBUITO DA NYT SYNDICATE

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dendermonde, belgio – gennaio duemilanove

Mia madre che ha insistito che facessi colazione
e sa che la mattina il mio stomaco si chiude
ho finto di esser stanco, ho finto di star male
lei non ci casca più e io non schivo più l’asilo
 
In macchina si è messa a cantarmi una canzone
è sempre molto bella anche se oggi non mi tiene
Il latte viene su e mi comincio a preoccupare
che in mezzo a tutti gli altri mi vergogno a vomitare
 
Quando mi vieni a prendere?
Quando finisce scuola?
Quando torniamo ancora insieme a casa?
Quando mi vieni a prendere?
Dammi la tua parola.
Quando giochiamo insieme a qualche cosa?
 
E la maestra oggi sembra molto più nervosa
non so se è colpa nostra o se sente chissà cosa
un paio di noi altri le fanno sempre fare il pieno
e io vorrei soltanto che non mi stessero vicino
 
e poi è stato come quando tolgono la luce
e la maestra urlava come con un’altra voce.
Se non stiamo buoni arriva forse l’uomo nero
io prima ho vomitato e lui adesso è qui davvero
 
Quando mi vieni a prendere?
Quando finisce scuola?
Quando torniamo ancora insieme a casa?
Quando mi vieni a prendere?
Dammi la tua parola.
Vieni un po’ prima fammi una sorpresa
 
L’uomo nero forse è qui perchè ci vuol mangiare
non vedo la forchetta ma il coltello può bastare
ti chiedo scusa mamma se ti ho fatta un po’ arrabbiare
ma fai fermare tutto che ho capito la lezione
e tu e papà che litigate spesso sul futuro
e io che sempre chiedo ma il futuro che vuol dire ?
 
e l’uomo nero gioca e questo gioco quanto dura
forse dopo questo gioco avrò meno paura
 
Quando mi vieni a prendere?
Quando finisce scuola?
Quando torniamo ancora insieme a casa?
Quando mi vieni a prendere?
Dammi la tua parola.
Ti devo chiedere un’altra volta scusa
 
e la maestra adesso è sdraiata e sta dormendo
i miei amici urlano, qualcuno sta ridendo
ci sono le sirene e sono sempre più vicine
che giochi enormi che sa organizzare l’uomo nero
i miei amici ora stanno solamente urlando
e tutti quanti insieme è proprio me che stan guardando
ma non ho scelto io di stare qui con l’uomo nero
appena lui mi lascia è con voi che voglio stare
 
Quando mi vieni a prendere?
Quando finisce scuola?
Quando torniamo ancora insieme a casa?
Quando mi vieni a prendere?
Dammi la tua parola.
Vieni un po’ prima fammi una sorpresa
 
Luciano Ligabue

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e va tutto bene ! t-u-t-t-o bene !

Stando “al banana” in Italia, fino all’altro ieri, tutto andava bene.
Oltre ad ammagliare i soliti coglioni con frasi cabarettistiche del tipo: «paese solido» «istituti di credito solidi» «forte risparmio» – per non parlare del miglior governo della galassia ! – siamo addirittura arrivati a sentire che noi, gli itaglioti, siamo stati «i primi ad uscire (???) dalla crisi !» 
Due anni – ventiquattro mesi pieni di nani, ballerine e troie di regime, pardon, escort – con il solito adagio: semo li mejio !
A nulla sono valsi gli allarmanti dati economici che provenivano da tutti gli istituti: PIL in caduta libera, circa un milione di posti di lavoro in meno, aziende in chiusura, uso eccezionale della CIG, precari diventati disoccupati  …
(e ricordiamoci che uno di questi istituti si chiama CGIL – il sindacato più grande d’Italia – che non viene nemmeno invitato ai tavoli di concertazione con il “nostro” governo)
 
No, il nostro governo, oltre ad tacciare di disfattismo queste “voci” (i nobel dell’arroganza Sacconi e Brunetta in primis) ha ben pensato di non governare la crisi economica, augurandosi (forse, chissà, sia visto mai …) che il non fare niente, oltre i proclami, potesse essere scambiato quasi a strategia economica. Quasi a voler dire:: «ci penserà il Mercato !» 
Andom ben …
E d’altra parte come si fa a chiedere un impegno di questo tipo ad un governo costantemente alle prese con la “bananesca” riforma della giustizia oppure alla “serenissima federalissima” riforma del demanio (sostanzialmente questa, ad oggi, la tanto decantata riforma federale ! il demanio santodio !!!)
Vi è da dire, che ad esclusione dei soliti bolscevichi trinariciuti, gli organi di informazione non hanno dato poi molto peso ai dati economici, impegnati come non mai “in altro”: Augusto Minzolini, per esempio, si preoccupava di farci sapere che Neomi Letizia sta bene, un bel compleanno dei 18, tette e labbra nuove, interno coscia in arrivo e in settimanale contatto con “papi”: meno male …
 
Poi in questi giorni deve essere successo qualcosa.
Prima Standard & Poor’s ci classificano a rischio come Portogallo/Spagna – seguirà debole smentita dell’agenzia di rating, quasi un allarme … – poi le continue riunioni europee – dove la Merkel, pare, non abbia più gran voglia di giocare a “cucù” – hanno tolto il sorriso “al banana” (che non si fa più vedere neanche al night) e addirittura preoccupano Lupi.
Ci pensate, fin anche Maurizio Lupi …. minchia !
 
Siamo alla catastrofe ? 
Ovviamente si: il tempo per l’orchestra del Titanic di scegliere lo spartito e poi è fatta.
Come dite, sono un menagramo ? Non so, spero di no.
E’ vero che sono pessimista, ma come giudicare queste “avvisaglie” ?
Leggiamo un po’…
 
«Questa non è una finanziaria qualsiasi. Dobbiamo gestirla tutti insieme».
G.Tremonti, che dopo aver passato 24 mesi a dirci che non vi era alcun motivo di timore e che priorità sarebbe stato l’abbassamento dell’imposizione fiscale, chiede 4 miliardi a Enti locali e Regioni, congela per tre anni le retribuzioni ai lavoratori pubblici, trattiene i TFR ed elimina finestre per le pensioni … e ci regala l’ennesimo vergognoso condono edilizio, lui che sul Manifesto, nel secolo scorso, denunciava l’infamità di questo provvedimento.
( …. e si sente l’aria di Amazing Grace)
 
«La manovra correttiva impone una serie di sacrifici molto pesanti, molto duri che siamo costretti a prendere, spero in maniera provvisoria, con una temporaneità anche già definita, per salvare il nostro Paese dal rischio Grecia. Capiamolo così e ci capiamo tutti».
G.Letta, il sottosegretario alla Presidenza del consiglio che evidentemente ci invita a  capire che la situazione è drammatica, ma il primo a non capirla è il suo diretto superiore, gran capo del governo e noto puttaniere.
( …. ecco adesso una bella Cavalleria Rusticana di Mascagni)

 

«Mi auguro che le misure da adottare siano prese con il consenso dell’opposizione»
G. Napolitano, che evidentemente svegliato di soprassalto dalla “pennica” quotidiana ci fa capire che per saltarci fuori sono necessarie lacrime e sangue e sarebbe auspicabile una sorta di patto fra i partiti, una sorta de “volemose bene“, per poi finire a tarallucci e vino, tanto chi paga si trova …
(Giorgio, a son stuf ed pagher semper mi ! )
 
Se non bastasse i “rumors” ci dicono che la crisi è solo all’inizio ! Bello eh ?
Si, pare che i titoli “tossici” – composti da swap, derivati e altre minchiate del genere – ancora in giro e pronti a far male, sono 80% di quelli individuati.
Mi spiego meglio: il casino a cui stiamo assistendo da due anni a questa parte è stato prodotto con il solo 20% di imbroglio che si riesce a fare in borsa …
se il buongiorno si vede dal mattino, auguri !
(conclusione grandiosa con Also sprach Zarathustra di Richard Strauss)
 
Fine, G.
 
Titoli di coda
Euro sotto la soglia di 1,23 sul dollaro
Euro ai livelli 2001 sullo Yen
La borsa di Milano  perde adesso il 4,13%
ma in compenso è chiuso il rapporto tra Moratti e Mourinho: scommettiamo che il Minzolini ci fa un 7 minuti di servizio al TG1 delle 20 ?
Dissolvenza 

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a celebration of the vigheffio farm’s

La nota "playmate" Alessandra Mussolini intervenendo in un programma televisivo curato da Barbara D’urso, si è lasciata andare a profonde elucubrazioni circa la vita di oggidì. La "ducietta", memore ancor dei fasti, pardon, dei fasci, del nonnino (sic) si è prodotta in un plauso sperticato dei formidabili obiettivi raggiunti con la patente automobilistica a punti, tanto da voler raddoppiare: introdurre una patente anche per mogli e mariti (!)

E’ vero che i programmi della D’urso – di cui il noto telegiornale (sic) TgCom mai manca di sottolinearne le grandi doti intellettuali e culturali («il più bel topless over 50») – si pongono in quella fascia di prodotti televisivi in cui le "vaccate cosmiche" che si registrano non fanno neppure notizia – salvo TgCom  ovviamente – ma dare addirittura al matrimonio la patente a punti, vogliamo mettere ?

Per analizzare meglio il problema vi riporto il ragionamento della "figlia della lupa":
«Introduciamo il matrimonio a punti. Come la patente se mi tradisci, ti tolgo cinque punti, se non porti a scuola i bambini, trascuri la famiglia, sono dieci punti. Ma col pentimento si possono riacquistare. Se si tratta di un pentimento con regalo, lo accettiamo ma sono solo 3 punti»

Fortunatamente le cronache finiscono qua, ma sono sicuro che la grande "ras" de "Alleanza Sociale" si stia dando da fare anche per immaginare le debite forme di controllo: autovelox da camera da letto, etilometro da pentimento, segnaletica familiare …

Bene, trascurando, per un attimo, che la "giovane italiana" in questione è un onorevole e quindi un legislatore (sic), mi domando se non si è esagerato troppo con la legge Basaglia, ovvero che nel buon nome della cura e dell’inserimento in società dei malati psichiatrici – legge che tra l’altro ci ha regalato la straordinaria Alda Merini – non si siano allargate troppo le maglie del filtro, fino ad arrivare al mondo capovolto: gli psichiatrici alla guida del paese.

Si potrà obiettare che anche quando l’ipotesi dei matti – e dei balilla – in parlamento fosse vera, non saremmo di fronte ad un vero "mondo capovolto", in quanto questi signori sarebbero comunque espressione dell’elettorato del paese, quindi comunque non più minoranza. Ragion per cui sono pronto a scommettere che l’idea dei punti alla nostra "avanguardista" sia stata suggerita da quella "testa disabitata" di Parma che qualche mese orsono ha intentato causa alla ex moglie per vedersi riconosciuto l’esborso economico per la mastoplastica (le famose tettone di plastica)

Adesso, ho capito: non l’ha fatto per i soldi, ma perchè vuole indietro i punti della patente !!! Quindi, altro che "finchè morte non vi separi", ma "giocatevela fino all’ultimo punto !"
Diciamocelo, però
: una cosa forse più triste della difesa di quel senza tetto di Scàjola.

Prima di salutarvi vi segnalo, inoltre, che al momento di congedarsi dalla trasmissione – al solito grido di "ejia ejia a la là" – la "gruppenfurher" ha ribabito con la solita ruvida, ma risoluta, certezza che Bruno Vespa sarebbe il figlio segreto del testone di Predappio, augurandosi a breve il tanto di moda "outing" del noto presentatore di varietà.

A questo punto, da un pacifista convinto, ancora una volta condanno i metodi bruti dell’ex ministro Katia Belillo utilizzati per "maneggiare" la nipotina più alienata del ventennio, ma sono pronto ad aprire petizione affinché la camerata sia consigliata ad un breve (ma fruttuoso) soggiorno presso la casa aperta della Fattoria di Vigheffio.

Una virile stretta di mano, G.

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