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venticinque anni dopo … II

«In Italia l’accadimento giapponese (la crisi di Fukushima a seguito del terremoto del 11/03 us ndr), lo abbiamo visto a seguito dei sondaggi che facciamo, ha spaventato ulteriormente i nostri cittadini. Se fossimo andati a quel referendum, il nucleare non sarebbe stato possibile per molti anni a seguire. Per questo il governo ha responsabilmente deciso per la moratoria, per far sì che si possa tornare a un opinione pubblica consapevole della necessità di avere energia nucleare, che rappresenta un destino ineluttabile».
b. – Palazzo Madama 26 Aprile 2011 – Vertice italo-francese

Nonostante le precedenti righe evidenzino il declassamento a sudditi (da cittadini) di noi italiani, vorrei ricordare ar nano che il destino ineluttabile lo dovrebbe decidere il popolo, non altri: ragion per cui non si senta in alcun modo titolato ad intraprendere a nostro nome, alcun destino ineluttabile
Anche perchè spesso al “destino ineluttabile” associamo quelle immagini, quei discorsi – tedeschi e italiani – vecchi di settant’anni, a cui noi, il popolo, abbiamo dimostrato di essere un attimino avversi, e che grazie ad un forte e sana Costituzione – nata sulla vittoria di quel vergognoso Destino ineluttabile – siamo pronti ad impedirne il loro ritorno in auge.
(che sia per questo che er nano la voglia cambiare ?)

Comunque, finalmente e senza possibilità di smentita, si scopre lo stratagemma della moratoria del governo italiano sul nucleare: posticipare a tempo indefinito – meglio sarebbe a dire fino a quando i sondaggi non evidenzieranno un risultato favorevole al governo e quindi al nucleare- i tempi di un pronunciamento popolare sulla questione energetica. La faccia di bronzo, in questo caso da “sciacallo” (prestigiacomo dixit) evidentemente lo facilita nel fare queste affermazioni in occasione del 25°anniversario dell’incidente di Chernobyl; resta da capire se il noto frequentatore di postriboli, pretenda anche una nuova raccolta di firme per lo svolgersi del referendum !
Niente di più facile da un noto liberare e democratico come lui ….

Che sia questa la sua visione democratica ?
Annullare attraverso decreto legge un pronunciamento popolare ?
Non vorrei azzardare, ma secondo me si.
Anche perchè tra una mignotta ed una barzelletta, perchè non godere di un popolo che non capisce dell’ineluttabile destino e quindi necessiti di una guida illuminata come la sua ?

Ci fosse almeno Sandro Pertini al Quirinale, lo avrebbe già preso a calci in culo
Riprendiamoci il futuro: power to the people !

¡ hasta luego ! G.

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venticinque anni dopo …

Il 26 aprile del 1986 ero un “giovanotto” che aveva in serbo, come si ama dire, belle speranze.
Credevo che lo sviluppo tecnologico avrebbe certamente trovato la strada corretta per risolvere il fabbisogno energetico della nostra “civilità”.
In modo molto meccanico credevo, e con una certa sicurezza, che tutto si sarebbe piegato alla nostra volontà, compresa la produzione illimitata di energia. Nessun esempio, ai miei occhi, mi appariva migliore della produzione dell’energia da parte di una centrale nucleare, ed anche per questo ero un “nuclearista” convinto.

Sogni e speranze che in quegli anni erano dettati da una sana ingenuità …
(«a vent’anni si è stupidi davvero, quante balle si ha in testa a quell’età» FG)

Poi capitò Chernobyl.
Nell’immediatezza non ne capii molto. Era certamente la distruzione del “Sogno Tecnologico Bolscevico” – ed anche per questo, colpevolmente, la CCCP tentò in modo molto stupido ed arrogante, ti tenere questa notizia segreta (sinistra analogia con l’odierna e capitalistica TEPCO in Fukushima) – ma onestamente non immaginavo la portata di quel disastro. Pochi giorni dopo però ne fu chiara a tutti – ed in modo drammatico – la sua dimensione. Ad oltre 2000 km di distanza non si potevano mangiare le verdure a foglie larghe; era assolutamente sconsigliato sdraiarsi nei prati e bisognava evitare di bere latte: la situazione era seria dalle nostre parti e totalmente imprevedibile nei territori del disastro. Le notizie cominciarono a circolare e con essa anche la portata del dramma: radiazioni, vittime, evacuazione, zone di interdizione, liquidatori … termini che ben presto imparammo ad associare a Chernobyl.

La mia posizione, diciamo “energetica”, ben presto mutò radicalmente ed il giudizio sull’energia nucleare assunse un risvolto chiaramente negativo quando cominciai ad associare a Chernobyl anche l’infanzia: un’infanzia negata. Nel corso di un progetto di volontariato dedicato all’accoglienza di bambini provenienti dalla Bielorussia, per soggiorni terapeutici, ho conosciuto chi direttamente, sulla propria pelle, ha provato e prova tutt’ora, i risultati di un incidente che si è prodotto 25 anni or sono. Persone nate ben dopo l’incidente hanno a che fare con termini sinistri che si possono sintetizzare in cancro alla tiroide, problemi di immuno-deficenza, deficit di crescita.

A loro è dedicata breve raccolta di articoli che riguardano l’incidente in Ucraina, anche perchè “ricordare” ci possa aiutare a scegliere in modo migliore il nostro futuro.

cernobyl.pdf

¡ hasta luego ! G.

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Cento anni per staccare l’atomo

Probabilmente è il capitolo meno noto dell’intera filiera nucleare. Anche perchè in gran parte è ancora tutto da scrivere. Ma non per questo è il meno importante. Parliamo dello smantellamento delle centrali atomiche: quasi fosse un organismo vivente, anche una centrale nucleare ha una sua esistenza e, quindi, una sua durata. Al termine della quale occorre procedere alle sue…esequie: smontare l’impianto e, se possibile, riportare il sito alla situazione originaria. O, quanto meno, mettere in sicurezza la struttura esistente. Operazione tutt’altro che facile, poichè si tratta di parti in genere radioattive, alcune delle quali anche fortemente. E perciò realizzabile con difficoltà e costi molto elevati.

 

continua…

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