Archivi del mese: luglio 2013

piééro, c’è posta per te

11 luglio 2013

«Riconoscere a Marchionne i meriti che ha. Premettiamo che senza l’alleanza con Chrysler, oggi probabilmente la Fiat sarebbe già chiusa. L’alleanza ha trasformato la Fiat da azienda internazionale in azienda globale. Dopo la fusione nulla potrà essere come prima. Ci sarà da razionalizzare le reti, i siti, l’organizzazione produttiva, ci sarà una ristrutturazione inevitabile. Bisogna lavorare perché l’Italia e Torino mantengano un ruolo strategico. Certo non si può pensare che domani le scelte che riguardano il mercato americano vengano prese soltanto al Lingotto»
Cosa può fare la politica per la Fiat? «La politica dovrebbe entrare nella vicenda aiutando a svelenire il clima. Per esempio riconoscendo a Marchionne i meriti che indubbiamente ha. Se chi fa si vedesse riconosciuto il merito, il clima generale delle relazioni migliorerebbe»

Articolo 41
L’iniziativa economica privata è libera.
Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.
La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali

g.ferrara; d.novelli; a.tatò;   e.berlinguer; p.fassino

piééro, c’è posta per te …

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ancora ?

Sarà che in questo periodo ne ho pieni i coglioni di tutto, sarà che la preoccupazione di trovare lavoro (!!!) mi debilita fisicamente e mi toglie la necessaria lucidità per commentare anche notizie di poco valore (tipo lo scambio Borriello – Gilardino non si fa. Oibò !) ma questa che segue, concedetemela, mi ‘sassina talmente i maroni che uno sfogo lo devo pur avere !
Allora, congresso del Partito Democratico …

“La commissione Congresso del Pd che ha stabilito che spetta alla Direzione fissare la data delle primarie. […] La commissione non ha ancora affrontato (lo farà nella prossima riunione) l’altra questione al centro del dibattito (e delle conseguenti polemiche) che vedono al centro Renzi: la distinzione tra segretario e candidato premier. «Il prossimo giovedì affronteremo – spiega Epifani – questa delicata questione e anche la natura degli organismi del partito perchè MANCA (!!!) un organismo intermedio rappresentativo tra la segreteria e la direzione di 200 componenti». C’è poi da definire la natura delle primarie le primarie che eleggeranno il nuovo segretario del Pd: riservate agli iscritti o “aperte”? «Ne parleremo ma per quel che mi riguarda sono favorevole a primarie aperte» precisa Epifani confermando una posizione già più volete espressa.”
Sole24Ore 8/7/13

Siamo ancora alle regole delle primarie oppure, “a piacer vostro”, alle primarie con le regole …
(e io penso I due euro, i seggi, le quote, lo scrutatore, l’albo dei fondatori …)

ANCORA ??
E’ dalla sua fondazione che questo partito sta ancora qui a parlare di regole. Eh lasciatemelo dire: che palle !
Provengo da una storia, come molti del PD, dove non solo nelle assisi congressuali, ma addirittura nei direttivi delle sezioni si parlava di LAVORO, DI POLITICA ESTERA (compresi USA-URSS, CUBA, VIET-NAM, PALESTINA …), DELLA CONDIZIONE DELLA DONNA e chi più ne ha più ne metta. Forse esageravamo pure !

Era il PCI.
Ora PCI non c’è più d’accordo, ma ricordarlo ogni tanto credo possa far riflettere.

Certo a ricordarlo, si corre il rischio di essere considerati dei passatisti, mezzo mitomani e pure bastian contrari.
Ma a quei tempi, almeno a parer mio, si faceva POLITICA.
Mica le primarie …

¡ hasta luego ! G.

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due casi

Uno
A pagina 25 della Gazzetta di Parma si riporta la notizia che il Tar ha bocciato il ricorso di tale M.llo Longo. Il sottufficiale dei Carabineros si è opposto al trasferimento d’autorità da Comandante del Nucleo Operativo Radiomobile della Compagnia di Fidenza verso il nuovo incarico di addetto alla stazione di Fidenza. Si noti trasferimento da Fidenza a Fidenza.
Senza farla troppo lunga il trasferimento d’autorità è avvenuto perchè a seguito di un esposto di un’azienda di Fiorenzuola, un capitano della benermerita «incaricato di verificare una insistente voce popolare, aveva accertato che il Longo si era indebitato verso diversi artigiani e ditte di forniture edili – per la ristrutturazione della propria magione – per ingenti somme, accumulando un debito NON ONORATO di circa 27mila euro»
Posto che dovesse capitare una cosa del genere a me, a voi, si va in via Burla a far compagnia a Provenzano senza passare dal via, ma non fa ridere che a questo m.llo sia stato solo cambiato il servizio ?
Se poi ci si ferma un momento a pensare alla ragione del suo trasferimento – INCOMPATIBILITA’ AMBIENTALE – c’è da sganasciarsi.

Due
Essendo in ferie forzate mi occupo del vitto: il pane, qualche spesa e la preparazione saltuaria di due varietà di pastasciutta. Oggi mi mancava la passata di pomodoro e sono ricorso al primo negozio di Fornovo che mi era di strada. Davanti all’ingresso ho trovato un ragazzo che faceva l’elemosina. In un italiano stentato questo giovane ragazzo mi chiedeva 50 cent. Non ha addotto necessità particolari (i figli, la mamma che sta male, sono senza lavoro !!!!) serenamente e con grazia ed educazione mi ha chiesto se potevo regalargli 50 cent. Avendo 5 euro in sacca (io e i soldi non andiamo troppo d’accordo) che mi garantivano 500 gr di passata gli ho dato volentieri le monete che avevo in tasca (poca roba) arrivando ai 50 pattuiti. Mentre “scarugavo” nelle tasche abbiamo imbastisto una piccola conversazione nella quale mi ha detto che veniva dall’Estonia e che era in viaggio. Mi è piaciuto all’istante. Oltre la passata, che mi occorreva, ho preso acqua e birra (se viene dall’Estonia vedrai bene che un goccio lo beve) da lasciare al mio amico ed all’uscita l’ho consegnata.
Il ragazzo ha cortesemente ringraziato per l’acqua, mentre per la birra altrettanto cortesemente ha rifiutato, tentando di spiegarmi che non beveva alcoolici per una sorta di promessa a Dio (o Allah, Shiva, Manitù poco importa). Pensandolo un pellegrino sulla via Francigena gli ho chiesto se era diretto a Roma. Mi ha risposto che invece se ne stava andando in Slovenia.
«You’re going home?» Stai tornando verso casa ?
«Oh no, my home is everywhere» No, la mia casa è ovunque.
Mi ha commosso. Forse se n’è accorto gli è scappato un «god bless you» che ha decisamente peggiorato la mia commozione.
Ci siamo stretti la mano e l’ho chiamato fratello.
Un altro mondo è possibile

genova

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