the jackals

Non esiste un nucleare sicuro.
Esiste un calcolo delle probabilità, per cui ogni cento anni un incidente nucleare è possibile:
questo evidentemente aumenta con il numero delle centrali.
Carlo Rubbia

Io non so se esiste un regola matematica per dire che Rubbia ha torto oppure ha ragione, resta il fatto che al mondo esistono 439 reattori nucleari (che producono solo il 16% del fabbisogno energetico) e altri 53 sono in costruzione. Questo ha determinato in 32 anni 3 incidenti (che a chiamarli cosìci vuol tutta !) a carattere biblico, catastrofico.

  1. Three Miles Island, 1979. Guasto tecnico della centrale. Si rompe una (1) valvola, si blocca il reattore, quindi fonde parzialmente. La bibliografia ufficiale non parla di emissione in atmosfera di elementi radioattivi, ciò nonostante si parla di fusione e catastrofe sfiorata.
  2. Cernobyl, 1986. Errore umano. Durante una prova tecnica – fatta probabilmente da Gianni e Pinotto in compagnia di bottiglione di Vodka – si prova nel far funzionare il reattore nr.4 della centrale Lenin, per inerzia. Si “schioda” tutto il possibile: esplode il reattore (che non ha adeguate misure di contenimento), vi è un incendio di materiale radioattivo (la graffite, che la spegneranno settimane più tardi …) quindi la fusione del nocciolo, denominato da allora “piede di elefante”.
  3. Fukushima, oggi. Cause naturali. Il terremoto ed il maremoto non hanno demolito un reattore, bensì un intero impianto nucleare portando a fusione – parziale o totale, lo dirà il tempo – tre noccioli.

1, 2 e 3 …
In questa casistica di soli 32 anni è compreso tutto: guasto tecnico, errore umano, fattori ambientali.
Mi domando perchè – anche a fronte di questa semplice somma di eventi – non si possibile affermare che il Nucleare non può essere considerato una valida alternativa energetica, senza essere classificati come “sciacalli”.

Oscar Giannino, economista filogovernativo ed editorialista del Messaggero – in un fondo immediatamente successivo al terremoto, si è preso la briga di affermare che la “prova del 9” sulla sicurezza del Nucleare era li bella che pronta, osservabile su gli impianti del Sol Levante.
Chicco Testa (ma stravafanculo) ex Presidente di Legambiente che ha guidato la mobilitazione anti-nucleare del dopo Cernobyl – oggi pro-nucleare – è arrivato a dire – con la centrale di Fukushima in panne – che se non vi fosse stata fuga radioattiva, comunque sarebbe provata la validità dell’energia dell’Atomo.
Fabrizio Cicchitto (tessera P2 nr. 2232) nei giorni scorsi si è capacitato di affermare impunemente, che nonostante questi incidenti, la strada del nucleare è stata intrapresa e non si può cambiare idea ogni cinque minuti. Forse l’ex socialista “lombardiano”, già massone eversivo, ora liberista (lui evidentemente idea la può cambiare come meglio gli pare) dimentica che un idea già c’era ! Era scaturita nel 1987, quando – con maggioranza bulgara – il POPOLO italiano disse NO al nucleare, attraverso referendum.
La Sirenetta di Copenaghen – Ministro Prestigiacomo – al pari di Brunetta, di Sacconi, di Casini e di tanti, troppi altri, ci intendono spiegare che non si può fare altrimenti, e nella vacuità più assoluta affermano – sempre impunemente – che le energie alternative non sono valide, oppure che senza l’atomo questa COSTA troppo, oppure, ancora, che visto che le centrali ci sono in Francia e Svizzera … non avrebbe senso non averle anche noi.
Posto che per determinare il costo di un Kw di energia prodotta con l’uranio, bisognerebbe inserire anche il costo di decantazione di tutti i materiali radioattivi (per un calcolo a spanne può andar bene l’azzardo di oneri per la manutenzione di un sito per uno/due migliaia di anni …) e che nessuno al mondo ha ancora trovato una ricetta sicura, ma poi l’idea che se un mio vicino di casa abbia una bomba per produrre energia e che per questo me ne debba dotare anch’io, non è un piano energetico, cazzo, questa è deterrenza ! e nello specifico deterrenza nucleare !

Per cui …
«ma “sciacallo” a chi ?»

Lascio la chiusura a Nullatenente Frattini, il quale dopo essersi dimenticato dei connazionali in Libia – per non sfigurare – si è distinto per la sua impalpabilità pure per la crisi giapponese. E’ risaputo: se non è qualcosa che riguarda Santa Lucia, non gli frega una forca.
Bene, Frattini, al pari di quel grosso budellone di Ferrara, ieri sera, ha affermato che è bene riflettere sul nucleare senza che le emozioni del contingente travalichino il buon senso. Ricordo a Frattini – parlando di buon senso – che poco tempo fa, il governo di cui fa parte, con Decreto Legislativo, “strafregandosene” della volontà popolare (buon senso ?) ci ha riportato sulla strada del nucleare. Le installazioni, nonostante le belle parole del decreto, sono ad oggi sconosciute e potrebbero considerate, per motivi di sicurezza, segrete (buon senso ?) per poi far parte dell’arredo urbano di uno sfigatissimo comune. Tutto ciò mentre la costituenda Agenzia per la Sicurezza Nucleare non ha nemmeno una sede. Veronesi e i suoi, cosa fanno ? si riuniscono al bar ?

Frattini, il buon senso, oggi, è dare una mano in Giappone e – analizzando Fukushima – mettere nel cassetto, per sempre, l’opzione nucleare …

¡ hasta luego ! G.

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